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	<title>Series' Room</title>
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	<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 09:06:39 +0000</pubDate>
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		<title>La fiction &#8220;I Liceali&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 08:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[fiction]]></category>

		<category><![CDATA[I Liceali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniela Carta [Gruppo C.S.I. - Cinque Studentesse Insospettabili] 
Il nuovo telefilm “I liceali”, trasmesso a “Canale 5”, racconta la vita quotidiana degli studenti e dei professori di un liceo romano: dalle storie d’amore ai rapporti tra diverse generazioni, dai problemi della scuola al tempo libero, alla musica alle aspettative per il futuro. Ogni episodio racconta quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#888888;"><strong>di Daniela Carta [Gruppo C.S.I. - Cinque Studentesse Insospettabili] </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Il nuovo telefilm “I liceali”, trasmesso a “Canale 5”, racconta la vita quotidiana degli studenti e dei professori di un liceo romano: dalle storie d’amore ai rapporti tra diverse generazioni, dai problemi della scuola al tempo libero, alla musica alle aspettative per il futuro. Ogni episodio racconta quelle che sono in realtà le tematiche attuali e di cronaca che regnano nelle scuole e nel mondo della gioventù come i sentimenti e il bullismo.<span id="more-163"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Le puntate andate in onda sono sei e scandiscono un intero anno scolastico, raccontano la storia del professor Cicerino che arriva a Roma insieme alla figlia e della professoressa Sabatini. La fiction è interessante dal punto di vista dei contenuti narrativi in quanto affronta un universo poco conosciuto, come quello del liceo e degli adolescenti, che non si discosta troppo dalla realtà rappresentata fatta di studenti distratti o arroganti, professori demotivati, personale non docente, ambiente scolastico e genitori con problemi. Sono questi gli elementi innovativi del telefilm e proprio per questi motivi si rende interessante sotto l’aspetto dell’intrattenimento, ma anche della curiosità di capire fino a dove la fotografia del mondo scolastico presentata risulti corrispondente alla realtà che noi conosciamo.</p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Il testo televisivo si fa luogo di riflessione e con la rappresentazione delle problematiche giovanili attraverso l’organizzazione di un percorso drammaturgico - narrativo si rende “genitore” e negli episodi in cui i ragazzi hanno problemi, tra di loro o con la famiglia, c’è il professor Cicerino (l’unico che sembra occuparsi dei suoi alunni) che li aiuta ad esprimere le proprie emozioni, a risolvere i loro problemi e a viverli meglio. Per cui da un lato possiamo osservare che il telefilm si assume prerogative appartenenti nel passato al romanzo di formazione, dall’altro si denota la scuola come luogo “privilegiato” che concentra in sé le caratteristiche di scontro, ma anche di incontro e formazione. Dove il telefilm assume la propria funzione pedagogica sembra voler esprimere anche al pubblico dei telespettatori, in particolare alla categoria degli insegnanti che potrebbero assumere una funzione di “educatori”.</p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Tra i protagonisti si sviluppano esperienze che portano alla formazione delle loro identità: i tormenti sentimentali, le incomprensioni con la famiglia, rappresentata nel telefilm “I liceali” potrebbe essere capace di dare risposte ai problemi tipici dell’adolescenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">L’universo della fiction in cui sono calati i protagonisti è molto realistico e poco “finzionale” perché i punti messi a fuoco dall’obiettivo della telecamera sono per l’appunto i litigi con gli amici o i genitori, diventano parte della trama le storie d’amore, le amicizie, tutti argomenti che nella realtà affrontano i ragazzi. Poi si parla di sesso, droga, bullismo e si incontrano forme di stereotipi della realtà giovanile come l’uso frequente di cellulari super tecnologici per fare video e rendersi protagonisti di episodi e mostrarli agli amici. Oppure vengono usati semplicemente per scrivere “sms.” Questi ultimi due sono mezzi di comunicazione da cui scaturisce una pulsione ad esibirsi, a comunicare tramite strumenti accessibili in particolare al gruppo dei giovanissimi, caratterizzati anche da un preciso e separato codice linguistico (si pensi alle cifre degli sms), caratteristica dell’universo adolescenziale, che la digitalizzazione dei media ha provveduto a garantire sempre più opportunità per questo tipo di comunicazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Inoltre tra i nuovi media oggetto della trama troviamo “Internet”: la grande rete usata per comunicare che nel telefilm diventa per alcuni ragazzi strumento di conoscenza, la chat, in cui cade ogni barriera (come la timidezza) e si parla senza inibizioni e timori. Per cui nell’universo di questo telefilm fatto di pochi elementi “finzionali” troviamo al contrario strumenti e rappresentazioni che lo rendono molto realistico e veritiero in cui è possibile rispecchiarsi e incontrare la normalità di episodi che avvengono nel quotidiano.</p>
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		<title>I Liceali</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 09:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[fiction]]></category>

		<category><![CDATA[I Liceali]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Rachele Cera [Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili]
Nessuno in questo blog ha parlato de “I liceali”, il nuovo telefilm di canale5, diretto da Lucio Pellegrini. La prima cosa che ho notato sono stati i colori: li avete notati quanto sono cupi? A differenza delle altre serie, dove le scene sono luminose, i colori sono accesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#888888;">di<strong> Rachele Cera</strong></span><strong><span style="color:#888888;"> [Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili]</span></strong></span></span></span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><span style="font-family:Arial;">Nessuno in questo blog ha parlato de “I liceali”, il nuovo telefilm di canale5, diretto da Lucio Pellegrini. La prima cosa che ho notato sono stati i colori: li avete notati quanto sono cupi? A differenza delle altre serie, dove le scene sono luminose, i colori sono accesi, sgargianti, le immagini che vediamo seguendo questa serie sono quasi “tristi”. La serie racconta con schiettezza e modernita&#8217; <span id="more-160"></span>la vita quotidiana degli studenti e dei professori di un liceo romano: dalle storie d&#8217;amore ai rapporti tra diverse generazioni, dal tempo libero ai problemi della scuola, dalla musica alle aspettative per il futuro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><span style="font-family:Arial;">Antonio Cinerino è un professore di lettere che dalla provincia si trasferisce in città per insegnare in un liceo della Roma bene, insieme alla figlia Elena. Elena è una ragazza molto semplice che si vergogna inizialmente del padre e che per questo decide di tenerlo nascosto. Ė il brutto anatroccolo che diventerà cigno. Cinerino è, insieme alla figlia, un po’ il diverso della situazione. All’inizio non è accolto molto bene: i suoi modi di fare, di relazionarsi sono completamente diversi da quelli degli altri professori. In più non hanno stimoli per insegnare, tanto a cosa serve? Nessuno crede più in quello che fa, si va avanti solo con i soldi. Se si è figli di persone importanti e ricche si è trattati in modo diverso da chi non lo è. Questa è la mentalità che regna. Ma Antonio Cinerino è diverso. Lui non la pensa così. Lui si sveglia la mattina con la voglia di fare, contento per ciò che lo aspetta. Tutti sono, e devono essere sullo stesso piano. Vanno trattati alla stessa maniera. </span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><!--more--><span style="font-family:Arial;">E anche tra gli studenti stessi deve nascere un rapporto sincero, basato non sui soldi o sull’importanza delle famiglie, ma bensì sulle persone che si è. Se gli studenti hanno certi atteggiamenti, non è solo a causa della famiglia ma anche della scuola. Tra gli altri professori troviamo Claudia Pandolfi, la prima che cede alla mentalità di Cinerino. Anche lei ha le stesse idee del prof, ma non riusciva a farlo vedere, non riusciva a uscire dal gruppo. Cicerino viene preso di mira, inizialmente non è amato, è visto male, e deve fare i conti con delle situazioni difficili, che naturalmente se concluderanno in maniera positiva. Ė soprattutto Claudio Rizzo che farà di tutto per mandarlo via. Suo padre è un uomo d’affari, che pensa solo ai soldi e alla bella figura. Per questo nasconde anche di avere un figlio. Ma è proprio dalla contrapposizione tra il prof e il padre che capirà cosa conta nella vita realmente. </span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><!--more--><span style="font-family:Arial;">Elena si metterà insieme ad uno studente di Cinerino, Daniele Cook, e il prof si dichiarerà alla Pandolfi. Non ce lo saremo mai aspettato!!! Ormai siamo tutti esperti di queste cose. È sempre la solita storia. <span class="catdescrizione1"><span style="font-family:Arial;">C’è una certa familiarità dei plot e degli intrecci, scontati.</span></span> C’è il solito professore &#8220;alieno&#8221; che prima viene preso in giro e poi amato come nessun altro professore al mondo può essere amato. Elena piace perché è bella, dolce, sensibile, una ragazza davvero per bene. Un po’ come Eva nei Cesaroni. La differenza è che Eva ha un padre ricco, un uomo d’affari, che viaggia con la sua Mercedes, mentre Cinerino è solo un professore di liceo, con una punto gialla, chiamata da Izzo «burina mobile color merda»; Eva andrà a studiare alla Columbia university, Elena invece resterà col padre; Eva è sempre vestita in modo colorato e alla moda, Elena sembra la solita ragazza di provincia, non per niente si prende le critiche delle amiche. Elena abita in un triste appartamento sulla tangenziale. Eva invece vive in una casa gigante, col giardino…</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:justify;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"><span style="font-family:Arial;">Altri collegamenti? Cinerino è vedovo come Giulio ne “I Cesaroni”, e come Lele in “Un medico in famiglia”. Non pensate che Elena assomigli anche a Maria? Anche lei semplice, orfana, con un fortissimo attaccamento alla famiglia…insomma, è già tutto visto e rivisto. Eppure continuiamo a guardarli.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0;text-align:left;margin:0 0 7.5pt 11.25pt;"> </p>
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		<title>Analisi sociologico-interpretativa su Brothers and Sisters</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 08:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>

		<category><![CDATA[Brothers&amp;Sisters]]></category>

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		<description><![CDATA[ Gruppo Groucho e le Charlie’s Angels


Brothers and Sisters è un telefilm in cui è forte la rappresentazione della famigli americana post 11 settembre 2001. Nella puntata vista in classe abbiamo notato come una situazione di crisi/spaccamento possa essere riscontrabile sia ad un livello macro che micro.
Lo spaccamento a livello macro è chiaramente riconducibile alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#808080;"><strong></strong></span><span style="color:#000000;"><strong><span><span style="color:#808080;"> Gruppo Groucho e le Charlie’s Angels</span><br />
</span></strong></span></p>
<p><a href="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/torri-gemelle1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-158" src="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/torri-gemelle1.jpg?w=81&h=96" alt="" width="81" height="96" /></a><br />
Brothers and Sisters è un telefilm in cui è forte la rappresentazione della famigli americana post 11 settembre 2001. Nella puntata vista in classe abbiamo notato come una situazione di crisi/spaccamento possa essere riscontrabile sia ad un livello macro che micro.<br />
Lo spaccamento a livello macro è chiaramente riconducibile alla situazione politica Americana<span id="more-159"></span>, e nello specifico alle divergenze tra le due fazioni dei Repubblicani e Democratici. I primi favorevoli all’intervento militare americano in Afghanistan e Iraq, i secondi contrari. La famiglia rappresentata rispecchia a livello micro questa spaccatura presente nella società americana: tutti i suoi componenti sono politicamente schierati con i Democratici, ad eccezione di Kitty, una delle sorelle più grandi che, invece, è Repubblicana, tanto da spingere il fratello minore ad arruolarsi come volontario e andare in Iraq a servire la patria. Kitty dimostra così, in un primo momento, di essere ancorata ai principi tipicamente repubblicani anteponendo gli ideali dell’onore, del nazionalismo e del valore al legame familiare che, nell’immaginario comune, dovrebbe portarla a volere la protezione del fratello all’interno del nucleo familiare. La partenza del figlio va così ad aggiungere ulteriore dolore e sconforto alla famiglia, ancora sconvolta per la recente morte del padre, capo famiglia, in seguito ad un infarto. E’ evidente come le dinamiche esterne influiscono sulle dinamiche interne della famiglia.<br />
La società contemporanea è metafora del bicchiere che va in frantumi scivolando dalle mani del padre mentre scorrono in televisione le immagini delle torri gemelle in fiamme; così come il bicchiere, anche la società e la famiglia stessa perdono la loro integrità e sembrano spaccarsi in tanti frammenti che difficilmente si potranno ricostruire.<br />
Ogni errore porta con sé inevitabilmente delle conseguenze, a qualsiasi livello:è l’errore del padre, (nello specifico il frutto di una sua relazione extra-coniugale) a rischiare di spaccare l’armonia familiare e di ferire i suoi cari così come la scheggia del bicchiere ferisce Kitty; ed è l’errore di Bush che, con la sua decisione di entrare in guerra, spacca in due la società americana mandandone i suoi giovani “figli” a combattere. Tra questi il fratello minore Justin. La lettera che egli riceve, in cui viene richiamato alle armi, rappresenta un elemento chiave che svelerà come l’amore, la solidarietà e i legami familiari vadano al di là di ogni cosa e siano più profondi di qualsiasi orientamento politico. La lettera rievoca alla memoria di Justin il difficile periodo passato in guerra, esperienza che prova a dimenticare facendo uso di droghe fino a procurarsi un’overdose.<br />
L’ospedale in cui egli viene ricoverato per curarsi è il luogo in cui i frammenti si ricompongono e il nucleo familiare si ricongiunge: le divergenze scompaiono lasciando il posto al comune interesse per la salute di Justin.<br />
La spaccatura sociale non riesce ad intaccare i valori su cui si fonda la famiglia: l’unione familiare, la solidarietà e l’amore incondizionato sono più forti delle discordie, delle liti, della divergenza di ideali.</p>
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		<title>Muoversi tra i livelli di analisi delle narrazioni mediali&#8221;: aspetti produttivi, narrativi e sociali</title>
		<link>http://serializzati.wordpress.com/2008/05/15/muoversi-tra-i-livelli-di-analisi-delle-narrazioni-mediali-aspetti-produttivi-narrativi-e-sociali/</link>
		<comments>http://serializzati.wordpress.com/2008/05/15/muoversi-tra-i-livelli-di-analisi-delle-narrazioni-mediali-aspetti-produttivi-narrativi-e-sociali/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 21:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[Una mamma per amica]]></category>

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		<description><![CDATA[del Gruppo Le Grille Parlanti
Abbiamo deciso di impostare il nostro lavoro analizzando la figura femminile all’interno del mondo dei telefilm. L’obiettivo che ci siamo poste è capire in che modo, in essi, vengono rappresentate le donne. Per cercare di rispondere a questo interrogativo abbiamo analizzato i livelli narrativo, sociale e produttivo all’interno di alcuni telefilm: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="color:#888888;">del Gruppo Le Grille Parlanti</span></strong></p>
<p>Abbiamo deciso di impostare il nostro lavoro analizzando la figura femminile all’interno del mondo dei telefilm. L’obiettivo che ci siamo poste è capire in che modo, in essi, vengono rappresentate le donne. Per cercare di rispondere a questo interrogativo abbiamo analizzato i livelli narrativo, sociale e produttivo all’interno di alcuni telefilm: <em>Sex and the City, Ally McBeal </em>e <em>Una mamma per amica.</em><span id="more-155"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.musicshoponline.com/images/sexandthecitybox-new.jpg" alt="" width="153" height="140" />Partiamo dall’analisi di <em>Sex and the City</em> dove le quattro protagoniste, nonostante siano completamente diverse tra loro da un punto di vista caratteriale e professionale, appartengono tutte allo stereotipo di ricche donne in carriera (Miranda è avvocato, Carrie è giornalista, Samantha è manager nelle Pubbliche Relazioni e Charlotte è gallerista). Tuttavia, paradossalmente, nella narrazione la loro professione viene solo accennata in quanto costituisce il presupposto del loro essere, e si preferisce mettere in scena tutto ciò che accade nel loro tempo libero. Le quattro amiche, infatti, vengono generalmente ritratte sedute intorno a un tavolo con un bicchiere di <em>Cosmopolitan</em> in mano ad ogni ora del giorno, in giro per i locali più “in” di Manhattan o intente a fare shopping, ma il tutto sempre accompagnato da frivole chiacchiere sulle loro vicende sentimentali e sessuali.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">Quanto detto oscilla fra due livelli: quello narrativo e quello produttivo. Se infatti da un punto di vista narrativo è comprensibile, poiché più interessante ai fini della trama, mostrare cosa succede nel loro tempo libero piuttosto che nel loro ambiente professionale, dal punto di vista produttivo può essere letto come un modo – voluto dai produttori – per svilire la loro immagine di donne in carriera. Dal punto di vista sociale, per quanto i caratteri dei personaggi possano essere considerati abbastanza realistici, è irrealistico il fatto che delle donne tanto affermate lavorino così poche ore al giorno da avere quotidianamente tutto questo tempo per le amiche, lo shopping e le chiacchiere. Infatti, una comune donna in carriera per raggiungere questo status dovrebbe lavorare almeno 12 ore al giorno!</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.divertimento.it/fnts/televisione/immagini/278x182/calista02.jpg" alt="" width="159" height="104" />Contrariamente a ciò che avviene in <em>Sex and the City</em>, in <em>Ally McBeal</em> la protagonista, pur appartenendo anch’essa allo stereotipo della donna in carriera, dal punto di vista sociale appare più vicina alla nostra concezione di donna emancipata. Infatti la narrazione è incentrata sulla descrizione di ciò che avviene nello studio legale in cui lavora, per quanto vengano rappresentati anche i suoi momenti di svago, che tuttavia occupano uno spazio ristretto della sua giornata. Ciò che sembra derivare, dal punto di vista produttivo, è il mettere in luce la sua notevole capacità lavorativa a discapito della sua sfortunata vita sentimentale. Tuttavia, a livello sociale, questa contrapposizione tra positività (legata alla carriera) e negatività (legata all’amore) rende Ally più umana, più realistica in quanto lontana dall’avere una vita perfetta.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://tkfiles.storage.live.com/y1pkdEkymTW5MA6OGGG6WTQJ38l-gKxlaAwCqNY1o6rJTfwe8r4jKMJ3_TPG7yynuwFob0WxjLwa28" alt="" width="98" height="130" />Infine, in <em>Una mamma per amica</em> viene presentata la vita di Lorelay in tutti i suoi aspetti: lavorativo, familiare e sentimentale. A livello narrativo si racconta, infatti, sia la sua vita professionale, che la vede trasformarsi da direttrice di un albergo a proprietaria di una locanda che gestisce lei stessa, sia la sua vicenda familiare che ruota intorno alla sua figura di “mamma <em>single</em>”, capace di districarsi tra il suo ruolo di genitore e il suo essere donna. A livello sociale ci appare, dunque, una persona “normale” che nonostante abbia una sua attività non rappresenta lo stereotipo della donna di successo alla “<em>Sex and the City</em>”; inoltre la sua esistenza non è priva di problemi: il rapporto conflittuale con i genitori (in particolare la madre), il difficile legame col padre di sua figlia e la scarsa disponibilità finanziaria che si verifica durante il periodo relativo all’apertura della locanda o all’iscrizione all’università di Rory. L’immagine che emerge dall’analisi dei due precedenti livelli è quella di una donna realizzata sia da un punto di vista professionale che privato; sembra quindi che l’intento dei produttori sia creare uno stereotipo femminile positivo che metta in luce la “grandezza” a cui una donna può arrivare.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">In definitiva possiamo constatare che all’interno di un telefilm lo stesso argomento può portare a conclusioni diverse. In <em>Sex and the City</em> la scelta di affrontare il tema della donna in carriera sembra, a livello narrativo, mettere in luce l’emancipazione femminile. Tuttavia, la scelta di rappresentare solo i momenti di svago trasforma quest’apparente tratto positivo in un elemento negativo, poiché interpretabile come tentativo dei produttori di svilire la figura della donna di successo.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">In <em>Ally McBeal <span> </span></em>il suo essere “normale” appare apprezzabile a un livello sociale, mentre<span> </span>a livello produttivo la scelta di renderla “vincente” in campo lavorativo ma “perdente” nella sfera sentimentale sembra escludere la possibilità, per una donna, di essere appagata in ogni ambito.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">In <em>Una mamma per amica</em>, infine, l’immagine di Lorelay che ci viene proposta coincide nei tre livelli, ed è quella della donna che nella sua “normalità” appare più vicina alla nostra realtà, forse perché si sceglie di presentarla realizzata in tutti i campi, ma senza raggiungere l’eccezionalità.</p>
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		<title>Brothers&#38;Sisters – Segreti di famiglia: il nostro viaggio tra i livelli di narrazione.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 21:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

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		<description><![CDATA[del Gruppo [Setta dei Poeti Estinti]
(Irene Bosu, Maria Deiana, Marco Marongiu, Alessandro  Pirino, Carlo Sanna)
Family
La grande metafora che domina tutta l’ottava puntata di Brothers and Sister (mistakes were made) è quella della famiglia attraverso cui è possibile leggere un’intera società, quella americana, che vede la sua invulnerabilità svanire dopo l’attacco alle Twin Towers.
È rigoroso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="color:#888888;">del Gruppo [Setta dei Poeti Estinti]</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="color:#888888;">(Irene Bosu, Maria Deiana, Marco Marongiu, Alessandro  Pirino, Carlo Sanna)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://loovt.de/files/u3/LImg368358.jpg" alt="" width="234" height="141" /><strong><span style="text-decoration:underline;">Family</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La grande metafora che domina tutta l’ottava puntata di Brothers and Sister (mistakes were made) è quella della famiglia attraverso cui è possibile leggere un’intera società, quella americana, che vede la sua invulnerabilità svanire dopo l’attacco alle Twin Towers.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">È rigoroso però notare che nella vita quotidiana della famiglia è presente una tendenza opposta: infatti, subito dopo la tragedia, l’america colpita al cuore da una freccia scoccata da molto lontano, subito dopo il terrore che paralizza, si ha l’unità, l’attaccamento al nucleo familiare, l’attaccamento alla bandiera e all’orgoglio di rappresentare un punto di riferimento per le società occidentali. Esiste un nemico da combattere e questo obiettivo fa si che da un iniziale stato di paralisi si passi ad una successiva forte presa di posizione.<span id="more-153"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">I numerosi flash back e le tante metafore che continuamente dal livello narrativo ci riportano a quel tragico lunedì, hanno non solo la funzione di ricordarci quanto la ferita sia ancora aperta ma anche<span> </span>quella di mostrarci i cambiamenti avvenuti nei seguenti cinque anni nella società americana e le continue disillusioni portate da una guerra infinita che ha fatto dissolvere quell’iniziale ottimismo di riscossa nazionale. Il parallelismo tra questa situazione di degenerazione sociale e la nostra famiglia di Brothers and Sister è chiaro. La morte del padre prima e il terrore di Justin richiamato in Iraq e deciso a morire piuttosto che tornare in quei luoghi di sangue ne sono lo specchio più evidente. La storia di Justin è a nostro avviso la metafora più chiara della perdita delle certezze iniziali verso una guerra che non pare più così necessaria ma chiaramente spinta da altri interessi e che sgretola questa famiglia così come un’intera nazione agli occhi del mondo intero.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Towers&amp;Pusher</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Dopo l’undici settembre, la nazione americana, o meglio la popolazione, dopo aver subito un attacco in casa propria, non si sente più <em>intoccabile </em>come prima, aumentano le paure per la propria sfera privata, non più garantite come prima dall’istituzione suprema lo Stato, il governo, le forze armate. In Brother and Sister, è una trasposizione di tutto ciò, fortemente attuale, rafforzata anche dal richiamo di Justin da riservista nei Marines, che si rifiuta di tornare in guerra dopo aver visto quella in Afghanistan.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Justin è anche una metafora di quella parte di società che non ha accettato la mancanza di sicurezza, di orientamento, di punti di riferimento stabili e credibili. Attraverso la <em>droga</em> cerca di “non pensare” ai problemi che lo circondano, cerca di evadere rivolgendosi ad una vecchia conoscenza, un <em>pusher</em> incontrato tempo fa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Se attualizziamo il tutto, o meglio lo rendiamo concreto, Justin è la trasposizione di quella fetta di americani, di politici, militari ed esperti di terrorismo internazionale, che conoscevano bene Bin Laden, per via della sua famiglia (famosi petrolieri) sia per i suoi trascorsi dopo la cacciata dei russi dall’Afghanistan e nella costituzione della cellula terroristica di Al Qaeda, poi in una di quelle operazioni più riuscita a quest’ultima, l’attentato all’ambasciata Usa di Nairobi del 7 agosto 1988. C’è stata dunque una sottostima di quello che avrebbe potuto rappresentare, un po’ come succede a Justin (società) che sottovaluta gli effetti della droga (guerra Afghanistan contro i russi in piena guerra fredda) offerti dal <em>pusher</em> (Al<span> </span>Qaeda).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Circle &amp; Arrow</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Brother and Sister si fa interprete e portatore della condizione sociale americana, produce una serie di immaginari a livello narrativo attraverso elementi tratti dalla realtà, stereotipi, modi di vedere e di pensare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Per iniziare il nostro discorso, è necessario fare una premessa sulla situazione politica americana. Il sistema politico statunitense è fondato sul concetto di bipolarismo, modello verso il quale ormai vanno convergendo quasi tutti i governi occidentali con un’inclinazione ad escludere le frange estremiste da un dibattito che si gioca sulla moderazione di due blocchi contrapposti e definiti.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Tra il bianco e il nero ci sono il grigio chiaro e il grigio scuro, democratici e repubblicani, senza sfumature.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Questa divisione macroscopica procede ad una separazione della società che condiziona punti di vista e stili di vita e spesso vede il disaccordo poco conciliabile delle due parti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;" align="center"><span style="text-decoration:underline;">Che succede allora se all’interno di una famiglia fa irruzione il sistema bipolare?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">È il caso di “Brothers and Sister”. Possiamo rappresentare la società americana post 11 Settembre come un cerchio trafitto da una freccia. Il cerchio rappresenta la sicurezza, la freccia è come un virus che entra nel cuore familiare rompendo la tranquillità. Il virus è ineliminabile e si diffonde.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;" align="center">&lt;!&#8211;[if mso &amp; !supportInlineShapes &amp; supportFields]&amp;gt;<span></span><span> </span>SHAPE<span> </span>\* MERGEFORMAT <span></span>&amp;lt;![endif]&#8211;&gt;<!--[if gte vml 1]&amp;gt;--></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong>Società Americana:</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span style="text-decoration:underline;">Sicurezza</span></strong></p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--[if !vml]--><a href="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/schema.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-154" src="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/schema.jpg?w=300&h=135" alt="" width="300" height="135" /></a><!--[endif]-->&lt;!&#8211;[if mso &amp; !supportInlineShapes &amp; supportFields]&amp;gt;  <span></span>&amp;lt;![endif]&#8211;&gt;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Il cerchio, nel telefilm, è rappresentato da una numerosa famiglia californiana del XXI secolo apparentemente serena e tranquilla.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">I figli dei Walker sono cinque, tre fratelli e due sorelle, ormai adulti ma ancora non del tutto liberi dal cordone ombelicale che li lega ai genitori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Tutti e cinque vivono la propria vita nel tentativo di non deludere le aspettative di un padre autoritario - William il patriarca e presidente dell’azienda di famiglia -  e di una madre fin troppo caparbia e determinata - Nora.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Le frecce che scalfiscono il cerchio sono tante:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>1)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->Walker, il padre, esce di scena dopo venti minuti lasciando dietro di sé<br />
qualche scheletro di troppo che manda in tilt l’illusione della famiglia<br />
idilliaca di cui tutti si sentivano forti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>2)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->Nora, moglie e madre è una donna solida, intelligente e testarda che ha cresciuto cinque figli con piglio liberale. Deve fare un bilancio ed evitare che tutto si disgreghi sotto il carico dei rovinosi lasciti paterni.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>3)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->Kitty è una conduttrice radiofonica che per via delle sue idee conservatrici ha un rapporto conflittuale con la madre.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>4)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->Kevin,  avvocato gay,  ha problemi in affari di cuore.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>5)<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->Justin, il più giovane,  è anche il più fragile con un problema di tossicodipendenza alle spalle. Vive una vita allo sbando per via del trauma emotivo provocatogli dall&#8217;aver partecipato alla guerra in Afghanistan.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:18pt;text-align:justify;line-height:150%;">I fratelli Walker sono tutti alla ricerca di un equilibrio e di una crescita interiore: essere finalmente accettati dai genitori come individui autonomi e nel contempo imparare ad accettare i propri genitori, con i loro difetti e le loro contraddizioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:18pt;text-align:justify;line-height:150%;">Questi fratelli stanno per scoprire che, sotto l&#8217;apparenza di famiglia idilliaca, si celano alcuni segreti (frecce) che minacciano di distruggere la loro famiglia (cerchio).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Glass&amp;Glass</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Nell’episodio del telefilm appare molto significativa la scena in cui la famiglia è riunita tranquillamente nel salotto di casa, in una comune giornata di metà settembre. L’atmosfera è rilassata e distesa, il padre sorseggia il suo drink da un bicchiere in vetro. Si rappresenta la classica famiglia americana unita e affiatata ma improvvisamente un evento sconvolgente e inaspettato irrompe in questo disteso clima familiare e stravolge gli equilibri consolidati. Alla televisione viene data l’improvvisa notizia del crollo delle Twin Towers di New York che ha provocato morte e distruzione scatenando il panico incontrollato. Di li a poco si scoprirà che si trattava di un attacco terroristico compiuto dal terrorismo islamico dirottando degli aerei passeggeri che si sono schiantati contro le torri della “Grande mela”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Da questo momento in poi nulla sarà più come prima, le sicurezze e gli equilibri vengono irrimediabilmente compromessi. Il padre della famiglia, alla vista di quanto stava accadendo proprio in quegli istanti tramite le immagini trasmesse in diretta dai telegiornali, lascia cadere il bicchiere che teneva in mano, che si infrange sul pavimento andando in frantumi. Questo è proprio l’episodio centrale in questa sequenza: il bicchiere di vetro lasciato cadere che si frantuma sul pavimento sta a significare la perdita di tutte le sicurezze, lo smarrimento e la paura che invade le persone dopo quel terribile 11 settembre del 2001. Gli Stati Uniti si scoprono per la prima volta <em>vulnerabili</em> al loro interno, non sono più solo loro che conducono campagne di guerra in terre straniere e lontane migliaia di chilometri, per la prima volta il mirino del cecchino nemico è puntato sulla grande America e ha dimostrato di poter fare male. Le immagini di attacchi, di morte e distruzione che i cittadini americani erano abituati a vedere solo nei servizi dei telegiornali, adesso si materializzano davanti ai loro occhi, proprio nel cuore del loro paese. Tutto questo genera il panico, l’ansia, l’improvvisa sensazione di scoprirsi vulnerabili e in pericolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Questi elementi si ripercuotono anche al microlivello della tranquilla famiglia del telefilm e ci vengono trasmessi attraverso l’immagine del bicchiere che si infrange. Il bicchiere è un contenitore, un qualcosa che racchiude e protegge, nel momento in cui si frantuma tutti i suoi contenuti vengono dispersi. Quei contenuti sono proprio la sicurezza, la serenità di un intero popolo ed emergono tutte le ansie e le paure per un nemico tenuto sempre a distanza e mai considerato seriamente che adesso viene a cercarci proprio a casa nostra. Nel bicchiere di vetro che va in mille pezzi possiamo rivederci le Torri Gemelle fatte interamente di pareti di vetro che si sgretolano dopo lo schianto. I cocci del bicchiere che si disperdono sul pavimento del soggiorno sono le macerie dei grattacieli che vengono giù come giganti di argilla fra fumo, polvere e urla strazianti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><em>Il vetro è l’elemento centrale</em>: sia il bicchiere che le grandi facciate delle Torri sono fatti di questo materiale, molto utilizzato per racchiudere, per proteggere qualcosa ma altrettanto fragile e delicato. Così come l’ostentata sicurezza degli Stati Uniti, andata in frantumi in quel “tranquillo” pomeriggio di metà Settembre…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Concludiamo il viaggio tra i livelli di analisi del telefilm indicando come fattore comune ai parallelismi a cui si è fatto riferimento la visione delle insicurezze che quotidianamente la società americana (e non solo) è costretta a vivere, società definita dai sociologi, in particolare U. Beck come <em>società del rischio</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Il rischio narrato nel telefilm affiora in seguito alla caduta delle Torri Gemelle, a questo punto all’interno della famiglia Walker si intacca la filosofia della sicurezza valida fino ad allora, basata sulla fiducia ed è precisamente questa fiducia esistenziale ad essere dissolta e sostituita dalla <em>sfiducia.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La percezione del rischio è quindi condizionata da valori, convinzioni, conoscenze pregresse ed esperienze (menzionate di sopra) che sostanzialmente si <em>infrangono</em>.</p>
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		<title>Riflessione sul telefilm &#8220;Brothers and Sisters&#8221;</title>
		<link>http://serializzati.wordpress.com/2008/05/13/riflessione-sul-telefilm-brothers-and-sisters/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[Brothers &amp; Sisters]]></category>

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		<description><![CDATA[Del Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili 
All’interno del telefilm “Brothers and Sisters” emergono alcune tematiche che rappresentano in modo chiaro e inequivocabile le caratteristiche del mondo in cui viviamo e che, soprattutto a partire dal 2001, ovvero con l’attentato terroristico che ha colpito le torri gemelle, simbolo della potenza degli Stati Uniti d’America, costituiscono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial;"><strong><span style="color:#888888;">Del Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili </span></strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">All’interno del telefilm “Brothers and Sisters” emergono alcune tematiche che rappresentano in modo chiaro e inequivocabile le caratteristiche del mondo in cui viviamo e che, soprattutto a partire dal 2001, ovvero con l’attentato terroristico che ha colpito le torri gemelle, simbolo della potenza degli Stati Uniti d’America, costituiscono i tratti essenziali su cui si struttura la realtà degli ultimi anni a livello globale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La prima espressione che può definire questa condizione è quella di globalizzazione, ossia quel fenomeno mediante il quale si è verificata un’estensione delle relazioni sociali mondiali, si è instaurata una forte interdipendenza tra le varie parti del mondo, innanzitutto, per effetto dell’affermazione di un’economia su base globale e, infine, si è diffusa la triste minaccia di vivere in una società mondiale del rischio, di cui il telefilm ne porta all’attenzione una dimensione in particolare: il terrorismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span id="more-152"></span>L’episodio visto in aula, infatti, è strutturato tutto attorno alla strage dell’11 settembre, evento che oltre ad aver colpito il popolo americano e coloro che hanno avuto esperienza diretta del misfatto, estende i suoi effetti ad ogni estremità del mondo, realizzando, appunto, quell’estensione delle relazioni sociali a livello globale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">A questo proposito, possiamo prendere in considerazione alcuni elementi della narrazione che esemplificano e forniscono una concezione efficace dell’impatto dell’attentato sul luogo della tragedia e sull’interiorità delle persone.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">La nostra attenzione si è focalizzata proprio sulla valenza narrativa ricoperta dal bicchiere, di cui abbiamo notato alcuni significati:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->può essere interpretato come figura retorica onomatopeica, poiché, al momento in cui cade al suolo produce un rumore intenso e grave come quello che si verifica al momento dell’esplosione delle torri. In altre parole, la caduta ripropone in formato ridotto lo scoppio derivato dall’impatto degli aerei contro gli edifici americani;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->nell’istante in cui il bicchiere si infrange il succo d’arancia che era contenuto al suo interno si disperde sul pavimento, rappresentando una metafora del sangue, versato a causa dell’atto terroristico;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->i frammenti del bicchiere assumono un doppio significato: da una parte, simboleggiano le macerie prodotte dalla distruzione delle torri e, dall’altra, le vite infrante a causa della tragedia;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->inoltre, tenendo presente che una caratteristica del vetro è quella di saltare e disperdersi ovunque nel momento in cui si rompe, possiamo interpretare questa specificità del materiale in questione come una rappresentazione di quanto questo attentato abbia coinvolto il mondo intero, persino coloro che si trovano nel punto più lontano dall’evento. In questo modo, possiamo individuare quella che è la potente valenza emotiva che deriva dall’attacco terroristico, poiché al crollo dei due grattacieli si è accompagnata la perdita di migliaia di vite, toccando nel profondo l’intimità di chiunque si sia trovato a venire a conoscenza dell’esplosione, ma anche la rottura della normalità e della sicurezza, cioè da quel giorno il mondo non è più lo stesso: tutti ci sentiamo in pericolo e non vediamo soluzione a questa precarietà dell’esistenza;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->il bicchiere può, quindi, anche indicare il cambiamento improvviso: a una situazione di tranquillità in cui ci si trova a sorseggiare una bibita, segue la caduta del contenitore, creando confusione e smarrimento, come fosse una sorta di proiezione di quanto si è vissuto a causa dell’imprevedibile e inaspettato atto terroristico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Da quanto detto, dunque, il telefilm, si fa traduttore di quanto sta attualmente avvenendo e che difficilmente risulta essere adeguatamente gestibile: la perdita del primato e dell’indiscutibilità della scienza (di cui gli USA ne sono l’emblema), che <span> </span>non basta più a garantire la sicurezza e a spiegare gli eventi, finendo, paradossalmente, per produrre essa stessa pericoli incontrollabili e imprevedibili; il superamento e la cancellazione dei confini spaziali e temporali, creando spazi d’azione transnazionali; la disparità di ricchezza e di sviluppo e, conseguentemente, lo scontro tra civiltà, nascita di nazionalismi e fondamentalismi (l’attentato terroristico viene compiuto da parte del popolo islamico), spingendosi fino all’uso delle armi (sempre l’attacco alle torri gemelle).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Si assiste così alla nascita di una spirale di distruzione, i cui effetti possono sommarsi in una grande crisi dovuta ad un insieme di tanti singoli fenomeni critici. Le minacce globali mettono in discussione i sistemi di sicurezza tradizionali, i danni perdono la limitazione spazio-temporale (coinvolgimento mondiale) e viene messo in discussione il principio dell’individuazione delle responsabilità degli elementi negativi della globalizzazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">L’unica certezza diviene il vivere nella continua paura di ciò che è rivelato e di ciò che si nasconde (il rischio del terrorismo). In altre parole, ci sentiamo minacciati e associamo la nostra vita alla stessa vulnerabilità del bicchiere e, per questo, abbiamo timore di vivere liberamente, perché la nostra coscienza, la nostra memoria e la realtà dei fatti ci riconducono a quell’evento, cioè alla fine di una vita tranquilla e all’annuncio di un prossimo, inaspettato e imprevedibile destino di insicurezza spaziale, temporale e affettiva, ovvero, cancella qualsiasi prospettiva di costruire un futuro positivo e migliore del presente.</p>
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		<title>Essere o Apparire?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nip/Tuck]]></category>

		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Clara Sale [Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili ] 


L’immaginario collettivo, creando sostanzialmente modelli  ideali, riesce a definire una certa società, incorniciandola e delineando un  recinto di sogni ed immagini che utopicamente dovrebbero  caratterizzarla.
Stereotipi e pregiudizi  rendono talvolta la società e i suoi  immaginari “fissi”, incorporati in uno schema rigido: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#888888;">di </span><strong><span style="color:#888888;">Clara Sale [Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili ]</span></strong> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/3481442.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-151" src="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/3481442.jpg?w=176&h=132" alt="" width="176" height="132" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">L’immaginario collettivo, </span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">c</span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">reando sostanzialmente modelli  ideali, riesce a definire una certa società, incorniciandola e delineand</span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">o un  recinto di sogni ed immagini che utopicamente dovrebbero  caratterizzarla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Stereotipi e pregiudizi <span> </span>ren</span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">dono talvolta la società e i suoi  immaginari “fissi”, incorporati in uno schema rigido: tutto ciò che va oltre la  nor</span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">malità viene vista come una devianza. Spesso quindi, immaginario, cornici e  realtà non coincidono affatto, creando uno scarto significativo tra quello che  dovrebbe essere e ciò che in realtà &#8220;è&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Pensiamo per esempio a pe</span><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">rsone affette da handicap,  malattie psichiche, appartenenti a classi disagiate o più semplicemente  poco<span> </span>acculturate: queste a causa di  pregiudizi sociali, non avranno sicuramente le stesse opportunità che  solitamente vengono attribuite ad altri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Ecco spiegarsi come l’immaginario collettivo e le cornici  influenzino anche la cultura di una data società : il deviante fa paura e crea  inquietudine.</span><span id="more-150"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Diverse narrazioni mediali hanno affrontato il tema dei  luoghi comuni, degli stereotipi e dei pregiudizi. A questo proposito è stata  interessantissima la quarta stagione di Nip/Tuck, narrandoci le paure più  nascoste prodotte dalla diversità, in questo caso derivanti dagli handicap, non  solo fisici ma anche culturali!!!!!!!!!!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Durante la narrazione prende forma una cornice stereotipata  molto rigida - che tuttavia diviene gradualmente assai labile – fornendoci  inizialmente ciò che è la realtà stereotipata: al di qua della cornice vi è la  normalità, fuoriuscendone si incontra il “diverso”, e il diverso  terrorizza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Durante i vari episodi si intersecano due vicende  correlate. Innanzitutto Julia – moglie di Sean – rimane incinta e scopre durante  un’ecografia che il feto presenta una malformazione alle ossa ed in particolare  che colpirà il loro normale sviluppo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">In un primo momento, per paura di essere costretta ad un  aborto lei non ne fa parola con Sean, ma dopo alcuni ripensamenti decide di  confessare tutto, ed in seguito in accordo con il marito è risoluta nel portare  avanti la gravidanza nonostante il “problema” .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Il tempo passa e cresce l’inquietudine, il bambino  finalmente nasce e inizia anche il calvario di una scelta….Sean e Julia devono  affrontare la realtà con i suoi demoni: dare a Conor una vita normale<span> </span>ed “entro le cornici”, operandolo e incidendo  col bisturi in mezzo alle dita delle mani- le quali sono attaccate le une alle  altre, somigliando a delle grosse chele- che appaiono essere un macigno più  psicologico che fisico, oppure lasciare che la decisione venga presa in futuro  dallo stesso Conor- alla fine decideranno di operare una sola mano-.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Sostanzialmente il problema si pone nell’affrontare le  <span> </span>paure e i pregiudizi legati ad una vita  da “diverso”, oppure usare il bisturi per riportare dentro la cornice il  piccolo<span> </span>Conor.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">La vita di Julia, Conor e Sean si interseca poi con quella  di Marlon, il “tato nano”, assunto come baby-sitter. Anche in questo caso c’è  un’altra importante rottura della cornice: Marlon è un uomo, ma soprattutto  un<span> </span>NANO, rappresenta l’imperfezione  nella società odierna, ciò che probabilmente nessuno di noi vorrebbe  essere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Quasi a voler infrangere il muro del pregiudizio e della  diffidenza, la quarta stagione di Nip/Tuck ci offre uno sprazzo di essenza pura  della spiritualità e non dell’apparenza: appare strano infatti anche solo  immaginare un nano che intrattiene rapporti intimi ma pure di stretto feeling  con una donna bella e avvenente. Julia difatti<span> </span>finisce per l’avere una storia con Marlon, e quando Sean scoprendolo  domanda il perché del tradimento, lei gli risponde che il suo amante “insolito”  ha accettato quel bambino così “diverso” già prima che lo stesso  nascesse.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="center"><span style="font-family:Arial;color:#000000;font-size:small;">Marlon rappresenta tutto ciò che  esteticamente è al di la della cornice, Julia riesce però ad entrare in profonda  sintonia con lui, scoprendone una profonda intelligenza e sensibilità…il diverso  può anche divenire piacevole ed affascinante…..</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/serializzati.wordpress.com/150/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/serializzati.wordpress.com/150/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/serializzati.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/serializzati.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/serializzati.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/serializzati.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/serializzati.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/serializzati.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/serializzati.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/serializzati.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/serializzati.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/serializzati.wordpress.com/150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=serializzati.wordpress.com&blog=2633247&post=150&subd=serializzati&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Kyle XY: I cloni girano intorno a noi</title>
		<link>http://serializzati.wordpress.com/2008/05/12/kyle-xy-i-cloni-girano-intorno-a-noi/</link>
		<comments>http://serializzati.wordpress.com/2008/05/12/kyle-xy-i-cloni-girano-intorno-a-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 08:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[KyleXY]]></category>

		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Giovanni Usai [Gruppo I cani di Biddaalandia]
Si è parlato di immaginario, diversità, rottura degli schemi, voce fuori campo. Ecco a mio modo di vedere un telefilm che racchiude tutti questi elementi:
Kyle XY è una serie televisiva americana che narra le vicende di Kyle, un sedicenne che viene trovato nei boschi alle porte di Seattle. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;"><span style="color:#999999;">di <strong>Giovanni Usai [Gruppo I cani di Biddaalandia</strong></span><span style="color:#999999;"><strong>]</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/kyle_xy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-149" src="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/kyle_xy.jpg?w=71&h=96" alt="" width="71" height="96" /></a><span>Si è parlato di immaginario, diversità, rottura degli schemi, voce fuori campo. Ecco a mio modo di vedere un telefilm che racchiude tutti questi elementi:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Kyle XY</span> è una serie televisiva americana che narra le vicende di Kyle, un sedicenne che viene trovato nei boschi alle porte di Seattle. Non sa chi è, non sa dove si trova e non sa cosa sia mangiare, bere, né conosce le cose più elementari e le norme di comportamento sociale.<span style="font-family:Helvetica;color:#394a59;"> </span>Ha però una particolarità fisica che lo rende unico: non ha l’ombelico.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Chi è in realtà Kyle? Nicole Trager, la psicologa dell’istituto per ragazzi sbandati in cui Kyle<span> </span>viene portato dalla polizia, intuisce subito che nel ragazzo c’è qualcosa di straordinario. Nicole decide allora, seppur con qualche resistenza da parte dei figli Lori e Josh e del marito Stephen , di ospitarlo in casa sua.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Inizia così una convivenza difficile, a tratti tesa e nervosa: ogni giorno Kyle scopre cose nuove, la musica, la gelosia, l’amore…e inizia a manifestare capacità sconcertanti, a cui nessuno sa dare una spiegazione. Le domande sulla sua identità sono quindi destinate a moltiplicarsi: chi è veramente Kyle? Da dove arriva?</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;"><span id="more-148"></span>Non vorrei rovinare la sorpresa a qualcuno ma nel corso della seconda serie si scopre che Kyle è un clone che è rimasto sedici anni in gestazione chiuso in una vasca.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Fin dall’inizio del telefilm appare chiaro che il ragazzo è buono. Ogni puntata cerca di aiutare qualcuno e si preoccupa per tutto ciò che lo circonda, specialmente per la sua famiglia (i Trager).</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Una cosa interessante è la voce fuoricampo che chiude tutte le puntate e interviene spesso anche durante il loro svolgimento per far capire i pensieri del protagonista principale. Trovo che sia un elemento molto rilevante, perché in fondo Kyle è rappresentato come un bambino che impara giorno per girono cose nuove come modi di dire, sentimenti etc…</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Mi sembra chiaro che Kyle rappresenta qualcosa che rompe gli schemi, qualcosa di “diverso”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Si può parlare di diversità che non fa male? In fin dei conti qui non stiamo analizzando un marziano (anche se si tratta di clone) o un omosessuale. Si tratta<span> </span>solo di un ragazzo che ha conosciuto la vita e cerca sempre di capire il modo migliore di agire. Ma esistono veramente persone pronte a sacrificare la propria esistenza per portare serenità ai loro cari?</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Questo telefilm è forse un pretesto per introdurci nella convinzione che si possano clonare gli esseri umani senza conseguenze negative?</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">In effetti Kyle nella seconda serie conosce un altro clone Jessie, che a causa di un’esperienza totalmente diversa dal protagonista, fatta di inganni e solitudine (non ha nemmeno l’appoggio di una famiglia che le vuole bene), nasce da subito con un’indole malvagia. La vicinanza del protagonista la porta sempre a rinnegare in qualche modo questa sua indole per poi ritornare sui suoi passi. In sostanza ci vogliono proprio togliere tutti i dubbi sulla clonazione umana?</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Qual è il <span> </span>vero intento del telefilm? Vuole farci intendere che l’esperienza e l’educazione ricevuta incidono sul carattere di una persona o forse <span> </span>che si nasce buoni o cattivi a prescindere dal proprio vissuto?</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Ai posteri l’ardua sentenza, per ora godetevi questo telefilm.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">
<p style="text-align:justify;margin:0 0 0.0001pt;">Chiudo con una curiosità legata al nome: Kyle XY. X e Y sono i cromosomi sessuali che determinano il sesso di un individuo. XY sono i cromosomi maschili mentre XX sono quelli femminili (infatti Jessie risulta essere XX).</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/serializzati.wordpress.com/148/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/serializzati.wordpress.com/148/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/serializzati.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/serializzati.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/serializzati.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/serializzati.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/serializzati.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/serializzati.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/serializzati.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/serializzati.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/serializzati.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/serializzati.wordpress.com/148/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=serializzati.wordpress.com&blog=2633247&post=148&subd=serializzati&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Muoversi tra i criteri e livelli di lettura e analisi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 08:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serializzati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[Brothers &amp; Sisters]]></category>

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		<description><![CDATA[- Il caso dell’ottava puntata di Brothers and Sisters, intitolata “Ci sono stati degli sbagli” -

Del Gruppo &#8220;I cani di Biddaalandia&#8221; (Valerio Faedda, Claudia Pecorari, Simone Ruiu, Francesco Sardu, A. Maria Satta e Giovanni Usai).

Esistono livelli di analisi diversi su cui è necessario soffermarsi. Il primo è sicuramente quello narrativo.
Partiamo dalla teoria del Butterfly Effect, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong><span style="font-size:12pt;">- Il caso dell’ottava puntata di <em>Brothers and Sisters</em>, intitolata “Ci sono stati degli sbagli” -</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">
<p><span style="color:#999999;"><strong>Del </strong><strong>Gruppo &#8220;I cani di Biddaalandia&#8221; (Valerio Faedda, Claudia Pecorari, Simone Ruiu, Francesco Sardu, A. Maria Satta e Giovanni Usai).<br />
</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/51zfiscrcll_ss500_.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-147" src="http://serializzati.files.wordpress.com/2008/05/51zfiscrcll_ss500_.jpg?w=96&h=96" alt="" width="96" height="96" /></a>Esistono livelli di analisi diversi su cui è necessario soffermarsi. Il primo è sicuramente quello narrativo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Partiamo dalla teoria del <em>Butterfly Effect</em>, secondo cui il battito d’ali di una farfalla in un indefinito posto nel mondo potrebbe determinare una tempesta in un altro luogo. Spieghiamo meglio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Le macro conseguenze (nello specifico caso di B&amp;S accade le conseguenze del conflitto iracheno) portano spesso ad una serie di micro conseguenze che si ripercuotono all’interno dell’ambito familiare, lavorativo, scolastico e via dicendo. A questo punto, suddetta teoria risulterebbe rovesciata, ossia, da una grande causa si determinano micro e macro conseguenze. E’ questo l’esempio che ci porta con un filo diretto dalla caduta delle torri gemelle alla ferita della figlia provocata da un frammento del bicchiere che proprio al momento dell’attacco dell’11 settembre (noi lo vediamo in flashback) cade dalle mani del padre (che in seguito scopriremo essere morto).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Se poi andiamo ad analizzare la simbologia del bicchiere, vediamo che esso rappresenta il contenitore dell’essenza della famiglia dipinta dagli autori del telefilm, che in seguito all’attacco subirà ovviamente una trasformazione. La conseguenza successiva sarà il primo arruolamento del figlio più piccolo, che a sua volta porterà alla macro conseguenza principale: la guerra in Iraq.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span id="more-146"></span>Si ha quindi un’escalation di conseguenze l’una collegata all’altra e che seguono un percorso circolare che si ricongiungerà all’ultima conseguenza che altro non è che quella da cui tutto è partito, ossia l’attacco alle torri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sempre dal punto di vista del livello narrativo è importante analizzare il cambiamento degli orientamenti nel telefilm, che in realtà rispecchiano in maniera perfetta le dinamiche che ancora oggi le strutture familiari americane stanno attraversando. Infatti, mentre subito dopo l’attacco il figlio minore decide di arruolarsi all’esercito di sua spontanea volontà, nell’ottava puntata del telefilm le dinamiche narrative si rovesciano. Il ragazzo, dopo aver ricevuto l’avviso di arruolamento per la seconda volta, ci appare disperato, pronto a fare di tutto per disertare la chiamata alle armi. Questo accade perché, dopo aver visto la tragedia della guerra consumarsi proprio davanti ai suoi occhi il ragazzo è terrorizzato dal doverlo riaffrontare. Quindi ci accorgiamo bene come le dinamiche immediatamente successive all’attacco delle torri sono assai diverse dalle dinamiche della società civile odierne.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Questo punto ci porta per via diretta ad esaminare un altro livello di analisi collegato strettamente alla conseguenza immediata dell’impossibilità di evitare la chiamata, ossia il rifugio del figlio minore nell’overdose, nella droga. Questo naturalmente riguarda più da vicino un livello meramente sociale, in cui il trauma della guerra si riflette nella famiglia con l’esempio, appunto, della droga.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sempre al livello sociale è possibile altresì analizzare come la famiglia ripresa nel telefilm rappresenti un perfetto spaccato e un perfetto microcosmo stereotipato della società americana. Infatti i personaggi principali sono: il padre saggio e solenne (rappresentazione di quella parte civile liberale che concordano con l’assurdità della guerra ma che al contempo considerano una risposta ferma e decisa del governo come indispensabile e necessaria), la madre fragile e democratica (la quale rappresenta quella parte ferma e decisa di pacifisti che considera la guerra come una barbarie), la figlia repubblicana (che simboleggia una parte di attivisti decisi e militanti) un altro figlio gay e il figlio minore militare pentito. Troviamo dunque grosse similitudini con la società civile americana post-11 settembre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Dal punto di vista del livello culturale potrebbe risultare utile ragionare per assurdo al contrario. E ci poniamo una domanda: sarebbe plausibile rovesciare il punto di vista di osservazione occidentale per arrivare ad un punto di vista di osservazione mediorientale, dove tutti gli eventi scatenati dall’attacco alle torri (esso stesso compreso) potrebbero essere visti come un successo e non come una tragedia? Il dubbio permane…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Infine arriviamo ai tre ultimi livelli fondamentali che ci riportano all’inizio della nostra relazione dopo aver seguito un percorso circolare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Perciò passiamo al successivo passo di analisi che riguarda il livello produttivo dei media.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ assolutamente evidente come oggi, a differenza del passato recente post-11 settembre, i media attuino un meticoloso processo mirato ad un’azione correttiva o di propaganda nei confronti della guerra. In parole povere, mentre nella prima amministrazione Bush anche i media fecero la loro parte nel volgere l’intera opinione pubblica americana (e mondiale) a favore di un attacco all’Iraq, periodo in cui troviamo molti prodotti mediali che spalleggiano, sostengono e rendono mitica la guerra (come ad esempio The Shield, Pealr Harbor, Band of Brothers, ecc.) dove vengono decantati il coraggio e le virtù degli americani impegnati nella guerra, nella seconda amministrazione Bush le cose cambiano ed in maniera netta!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Infatti i media seguono il tendenziale cambio di strategia della Casa Bianca, che non è più l’intento di convincere gli americani che gli Stati Uniti hanno avuto ragione nell’ingresso in guerra o che gli americani stanno vincendo in Iraq. Oggi il cambio di strategia riguarda l’ammissione di colpa e di responsabilità da parte dell’intera società civile repubblicana, che oggi riconosce lo sciagurato errore del conflitto. Ma questo cambio di strategia riguarda anche in particolar modo il motivo principale che lo riguarda essenzialmente, ossia che l’ammissione di colpa viene resa pubblica per far capire alla società civile americana che il governo ha agito, seppur sbagliando (ecco l’ammissione), nell’interesse di proteggere e salvaguardare il popolo americano. E’ questa essenzialmente la misura correttiva attuata sordidamente dai media, che in realtà altro non è che un’azione di propaganda. Questo viene testimoniato da vari prodotti mediali seriali e cinematografici (Brothers &amp; Sisters, The Kindom, Lions for Lembs, ecc.). E’ estremamente curioso constatare come vi è una forte analogia con il periodo della guerra del Vietnam, dove in un primo momento vengono presentate agli americani una serie di menzogne per sostenere e giustificare la guerra, con i media anche qua a recitare una bieca propaganda. In seguito, quando era oramai impossibile nascondere la verità, vi fu un repentino cambio di strategia nel governo e nei media che ancora oggi tendono a rappresentare (forse tardivamente) quella guerra come uno degli sbagli più grossi commessi dal governo statunitense.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Di qui, è collegata anche l’analisi del livello militare che riguarda in primo piano la “vita” statunitense all’interno della quale questi prodotti mediali agiscono. Infatti, mentre nelle conferenze stampa della prima amministrazione Bush il Pentagono non si è mai prodigato ad affermare un errore di strategia, ma anzi ha sostenuto faticosamente e decisamente la causa della guerra, oggi il cambiamento risulta chiaro, netto e molto imbarazzante. Infatti nella seconda amministrazione Bush, con una netta affermazione al congresso dei democratici, la rotta è decisamente cambiata e la linea governativa ha seguito una strada quanto mai cauta e a tratti perfino remissiva. Ora al pentagono infatti, dopo vari cambi al vertice, non si parla più di necessità di un conflitto, un conflitto giusto o di vittoria, ma si parla di errori, sconfitte e cambi di strategia: cronache di un fallimento annunciato e per la prima volta ammesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Infine chiudiamo la nostra relazione con l’analisi del livello più specificatamente politico, che altro non è che la chiusura di un cerchio, ossia lo sviluppo di una tesi che torna là dove era partita: all’attacco dell’11 settembre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per la prima volta dopo Pearl Harbor infatti gli USA hanno subito un vero e proprio attacco al loro interno, nel cuore del World Trade Center. A differenza di altri conflitti a cui gli americani hanno preso parte, come quello del Vietnam o la prima guerra del golfo, nel caso dell’11 settembre gli Stati Uniti hanno subito un attacco interno in piena regola e perciò le informazioni non potevano essere filtrate in nessun modo, ma quello che arrivava erano testimonianze oculari di chi quel tragico giorno aveva subito in prima persona il dramma dell’attacco. Gli americani hanno visto e sentito, forse per la prima volta nella storia moderna, gli eventi sulla loro pelle. E questo rappresenta assolutamente un fatto nuovo, poiché coinvolge tutte le infrastrutture e le sovrastrutture della società civile americana, all’interno della quale i prodotti mediali si sono fatti portatori di questo radicale cambiamento nei tempi e nei modi di narrazione. <span> </span><span> </span></p>
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		<title>Afterworld - il telefilmgame</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 12:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Afterworld]]></category>

		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 3 marzo 2008 su AXN (canale 134 di Sky) e su axn.it/afterworld è in onda Afterworld un telefilm diverso dagli altri.
Alcuni lo inseriscono nelle serie animate, ma credo che possa godere anche della definizione di telefilm in senso più ampio. Afterworld è infatti qualcosa di più! È un telefilm che subisce l&#8217;influsso dei videogiochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.smh.com.au/ffximage/2007/08/07/after_1_img_44_l_narrowweb__300x435,0.jpg" alt="" width="136" height="200" />Dal 3 marzo 2008 su <a href="http://www.axn.it/home_new.asp">AXN </a>(canale 134 di Sky) e su <a title="AXN-Afterworld" href="http://www.axn.it/afterworld/index.html?utm_source=Multiplayer&amp;utm_medium=Personalizzazione%2Bsiti&amp;utm_campaign=Lancio%2BAfterworld">axn.it/afterworld</a> è in onda <strong>Afterworld </strong>un telefilm diverso dagli altri.</p>
<p>Alcuni lo inseriscono nelle serie animate, ma credo che possa godere anche della definizione di telefilm in senso più ampio. Afterworld è infatti qualcosa di più! È un telefilm che subisce l&#8217;influsso dei videogiochi e diventa una serie adrenalinica ricca di mistero. Gli attori non sono esseri umani in carne ed ossa, ma sono completamente realizzati al computer. I movimenti non sono sempre fluidi, dinamici, ma il montaggio e le inquadrature sono dei fotogrammi disposti uno di seguito all&#8217;altro accompagnati dalla voce narrante del protagonista che sembra parlarci di un passato ormai lontano.<span id="more-145"></span></p>
<p>Lo scorso anno, negli USA, ha riscosso numeroso successo e quest&#8217;anno i <strong>130 episodi</strong> (attualmente sono a circa 40 messe in onda), con una durata che oscilla dai <strong>3 ai 5 minuti</strong>, sono giunti in Italia. In America la serie veniva trasmessa (e tutt&#8217;ora è presente) su YouTube nel canale <a href="http://it.youtube.com/user/AfterworldTV">AfterworldTV</a> ed è completamente realizzata con la tecnica dell&#8217;<em>in-game-movies</em>. In Italia <strong>AXN </strong>ha preferito dedicare un sito interattivo e guardare il telefilm da questo spazio è come giocarci. Per vedere gli episodi (gratuitamente) bisogna interagire con la mappa del sito come se fosse quella di un pannello dei comandi di un&#8217;astronave.</p>
<p>La <strong>trama </strong>ruota attorno alla &#8220;<em>caduta</em>&#8221; della razza umana e i rimandi ad altre opere note dell&#8217;industria culturale è palese, ma il tutto è fatto con stile ed elenganza.</p>
<p>Il protagonista è Russell Shoemaker ed in ogni episodio si introduce così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><em>Mi chiamo Russell Shoemaker. Vendevo tecnologia al mondo, quando ancora c&#8217;era la tecnologia e persone a cui venderla&#8230;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Ma che cosa ha di così particolare questo telefilm?</p>
<p style="text-align:left;">Credo che si possa riassumere con una sola parola magica &#8220;l&#8217;<strong>interazione</strong>&#8221; ma sarebbe troppo poco. Russell Shoemaker siamo un po&#8217; tutti noi, dipendenti dalla tecnologia e che crediamo sia veramente difficile vivere senza di essa (io per primo). Afterworld coinvolge perché usa un tema comune &#8220;la paura dell&#8217;<strong>Apocalisse</strong>&#8221; ma la presenta al pubblico in maniera completamente differente dalla Bibbia. Non ci sono lingue di fuoco, cavalli alati ecc&#8230; C&#8217;è un uomo (solo uno?) che tenta di tornare a casa come Ulisse e la sua Itaca. Le città non sono più dei &#8220;luoghi&#8221;, ma possono essere paragonati ai limbi danteschi dove, per attraversarle ed abbandonarle, bisogna superare diversi ostacoli.</p>
<p style="text-align:left;">Non voglio dire altro, spero solo di essere riuscito a suscitare, in chi ancora non l&#8217;ha visto, la curiosità di iniziare il viaggio come Russell Shoemaker.</p>
<p style="text-align:left;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://serializzati.wordpress.com/2008/05/11/afterworld-il-telefilmgame/"><img src="http://img.youtube.com/vi/AKAC8nvXqC0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/serializzati.wordpress.com/145/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/serializzati.wordpress.com/145/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/serializzati.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/serializzati.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/serializzati.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/serializzati.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/serializzati.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/serializzati.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/serializzati.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/serializzati.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/serializzati.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/serializzati.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=serializzati.wordpress.com&blog=2633247&post=145&subd=serializzati&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">VAL</media:title>
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