di Rachele Cera [Gruppo C.S.I. Cinque Studentesse Insospettabili]
Nessuno in questo blog ha parlato de “I liceali”, il nuovo telefilm di canale5, diretto da Lucio Pellegrini. La prima cosa che ho notato sono stati i colori: li avete notati quanto sono cupi? A differenza delle altre serie, dove le scene sono luminose, i colori sono accesi, sgargianti, le immagini che vediamo seguendo questa serie sono quasi “tristi”. La serie racconta con schiettezza e modernita’ la vita quotidiana degli studenti e dei professori di un liceo romano: dalle storie d’amore ai rapporti tra diverse generazioni, dal tempo libero ai problemi della scuola, dalla musica alle aspettative per il futuro.
Antonio Cinerino è un professore di lettere che dalla provincia si trasferisce in città per insegnare in un liceo della Roma bene, insieme alla figlia Elena. Elena è una ragazza molto semplice che si vergogna inizialmente del padre e che per questo decide di tenerlo nascosto. Ė il brutto anatroccolo che diventerà cigno. Cinerino è, insieme alla figlia, un po’ il diverso della situazione. All’inizio non è accolto molto bene: i suoi modi di fare, di relazionarsi sono completamente diversi da quelli degli altri professori. In più non hanno stimoli per insegnare, tanto a cosa serve? Nessuno crede più in quello che fa, si va avanti solo con i soldi. Se si è figli di persone importanti e ricche si è trattati in modo diverso da chi non lo è. Questa è la mentalità che regna. Ma Antonio Cinerino è diverso. Lui non la pensa così. Lui si sveglia la mattina con la voglia di fare, contento per ciò che lo aspetta. Tutti sono, e devono essere sullo stesso piano. Vanno trattati alla stessa maniera.
E anche tra gli studenti stessi deve nascere un rapporto sincero, basato non sui soldi o sull’importanza delle famiglie, ma bensì sulle persone che si è. Se gli studenti hanno certi atteggiamenti, non è solo a causa della famiglia ma anche della scuola. Tra gli altri professori troviamo Claudia Pandolfi, la prima che cede alla mentalità di Cinerino. Anche lei ha le stesse idee del prof, ma non riusciva a farlo vedere, non riusciva a uscire dal gruppo. Cicerino viene preso di mira, inizialmente non è amato, è visto male, e deve fare i conti con delle situazioni difficili, che naturalmente se concluderanno in maniera positiva. Ė soprattutto Claudio Rizzo che farà di tutto per mandarlo via. Suo padre è un uomo d’affari, che pensa solo ai soldi e alla bella figura. Per questo nasconde anche di avere un figlio. Ma è proprio dalla contrapposizione tra il prof e il padre che capirà cosa conta nella vita realmente.
Elena si metterà insieme ad uno studente di Cinerino, Daniele Cook, e il prof si dichiarerà alla Pandolfi. Non ce lo saremo mai aspettato!!! Ormai siamo tutti esperti di queste cose. È sempre la solita storia. C’è una certa familiarità dei plot e degli intrecci, scontati. C’è il solito professore “alieno” che prima viene preso in giro e poi amato come nessun altro professore al mondo può essere amato. Elena piace perché è bella, dolce, sensibile, una ragazza davvero per bene. Un po’ come Eva nei Cesaroni. La differenza è che Eva ha un padre ricco, un uomo d’affari, che viaggia con la sua Mercedes, mentre Cinerino è solo un professore di liceo, con una punto gialla, chiamata da Izzo «burina mobile color merda»; Eva andrà a studiare alla Columbia university, Elena invece resterà col padre; Eva è sempre vestita in modo colorato e alla moda, Elena sembra la solita ragazza di provincia, non per niente si prende le critiche delle amiche. Elena abita in un triste appartamento sulla tangenziale. Eva invece vive in una casa gigante, col giardino…
Altri collegamenti? Cinerino è vedovo come Giulio ne “I Cesaroni”, e come Lele in “Un medico in famiglia”. Non pensate che Elena assomigli anche a Maria? Anche lei semplice, orfana, con un fortissimo attaccamento alla famiglia…insomma, è già tutto visto e rivisto. Eppure continuiamo a guardarli.
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io trovo che molte volte il successo sia proprio in cose già viste. Situazioni familiari che si vivono anche nella realtà. Affrontare determinati problemi in maniera talvolta simpatica. Il successo di “Un medico in famiglia” doveva essere ripresentato. L’unione familiare è vista come un’ottima tematica. L’ uscita più grande dall’immaginario collettivo, a mio avviso, è quel professore che “ficca il naso” in tutti gli affari dei suoi studenti. Ma molte scene sono le stesse un “Deja vu” una forzatura oserei dire al film “Attimo fuggente” in alcune scene.