Brothers&Sisters – Segreti di famiglia: il nostro viaggio tra i livelli di narrazione.

del Gruppo [Setta dei Poeti Estinti]

(Irene Bosu, Maria Deiana, Marco Marongiu, Alessandro Pirino, Carlo Sanna)

Family

La grande metafora che domina tutta l’ottava puntata di Brothers and Sister (mistakes were made) è quella della famiglia attraverso cui è possibile leggere un’intera società, quella americana, che vede la sua invulnerabilità svanire dopo l’attacco alle Twin Towers.

È rigoroso però notare che nella vita quotidiana della famiglia è presente una tendenza opposta: infatti, subito dopo la tragedia, l’america colpita al cuore da una freccia scoccata da molto lontano, subito dopo il terrore che paralizza, si ha l’unità, l’attaccamento al nucleo familiare, l’attaccamento alla bandiera e all’orgoglio di rappresentare un punto di riferimento per le società occidentali. Esiste un nemico da combattere e questo obiettivo fa si che da un iniziale stato di paralisi si passi ad una successiva forte presa di posizione.

I numerosi flash back e le tante metafore che continuamente dal livello narrativo ci riportano a quel tragico lunedì, hanno non solo la funzione di ricordarci quanto la ferita sia ancora aperta ma anche quella di mostrarci i cambiamenti avvenuti nei seguenti cinque anni nella società americana e le continue disillusioni portate da una guerra infinita che ha fatto dissolvere quell’iniziale ottimismo di riscossa nazionale. Il parallelismo tra questa situazione di degenerazione sociale e la nostra famiglia di Brothers and Sister è chiaro. La morte del padre prima e il terrore di Justin richiamato in Iraq e deciso a morire piuttosto che tornare in quei luoghi di sangue ne sono lo specchio più evidente. La storia di Justin è a nostro avviso la metafora più chiara della perdita delle certezze iniziali verso una guerra che non pare più così necessaria ma chiaramente spinta da altri interessi e che sgretola questa famiglia così come un’intera nazione agli occhi del mondo intero.

Towers&Pusher

Dopo l’undici settembre, la nazione americana, o meglio la popolazione, dopo aver subito un attacco in casa propria, non si sente più intoccabile come prima, aumentano le paure per la propria sfera privata, non più garantite come prima dall’istituzione suprema lo Stato, il governo, le forze armate. In Brother and Sister, è una trasposizione di tutto ciò, fortemente attuale, rafforzata anche dal richiamo di Justin da riservista nei Marines, che si rifiuta di tornare in guerra dopo aver visto quella in Afghanistan.

Justin è anche una metafora di quella parte di società che non ha accettato la mancanza di sicurezza, di orientamento, di punti di riferimento stabili e credibili. Attraverso la droga cerca di “non pensare” ai problemi che lo circondano, cerca di evadere rivolgendosi ad una vecchia conoscenza, un pusher incontrato tempo fa.

Se attualizziamo il tutto, o meglio lo rendiamo concreto, Justin è la trasposizione di quella fetta di americani, di politici, militari ed esperti di terrorismo internazionale, che conoscevano bene Bin Laden, per via della sua famiglia (famosi petrolieri) sia per i suoi trascorsi dopo la cacciata dei russi dall’Afghanistan e nella costituzione della cellula terroristica di Al Qaeda, poi in una di quelle operazioni più riuscita a quest’ultima, l’attentato all’ambasciata Usa di Nairobi del 7 agosto 1988. C’è stata dunque una sottostima di quello che avrebbe potuto rappresentare, un po’ come succede a Justin (società) che sottovaluta gli effetti della droga (guerra Afghanistan contro i russi in piena guerra fredda) offerti dal pusher (Al Qaeda).

Circle & Arrow

Brother and Sister si fa interprete e portatore della condizione sociale americana, produce una serie di immaginari a livello narrativo attraverso elementi tratti dalla realtà, stereotipi, modi di vedere e di pensare.

Per iniziare il nostro discorso, è necessario fare una premessa sulla situazione politica americana. Il sistema politico statunitense è fondato sul concetto di bipolarismo, modello verso il quale ormai vanno convergendo quasi tutti i governi occidentali con un’inclinazione ad escludere le frange estremiste da un dibattito che si gioca sulla moderazione di due blocchi contrapposti e definiti.

Tra il bianco e il nero ci sono il grigio chiaro e il grigio scuro, democratici e repubblicani, senza sfumature.

Questa divisione macroscopica procede ad una separazione della società che condiziona punti di vista e stili di vita e spesso vede il disaccordo poco conciliabile delle due parti.

Che succede allora se all’interno di una famiglia fa irruzione il sistema bipolare?

È il caso di “Brothers and Sister”. Possiamo rappresentare la società americana post 11 Settembre come un cerchio trafitto da una freccia. Il cerchio rappresenta la sicurezza, la freccia è come un virus che entra nel cuore familiare rompendo la tranquillità. Il virus è ineliminabile e si diffonde.

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Società Americana:

Sicurezza

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Il cerchio, nel telefilm, è rappresentato da una numerosa famiglia californiana del XXI secolo apparentemente serena e tranquilla.

I figli dei Walker sono cinque, tre fratelli e due sorelle, ormai adulti ma ancora non del tutto liberi dal cordone ombelicale che li lega ai genitori.

Tutti e cinque vivono la propria vita nel tentativo di non deludere le aspettative di un padre autoritario - William il patriarca e presidente dell’azienda di famiglia - e di una madre fin troppo caparbia e determinata - Nora.

Le frecce che scalfiscono il cerchio sono tante:

1) Walker, il padre, esce di scena dopo venti minuti lasciando dietro di sé
qualche scheletro di troppo che manda in tilt l’illusione della famiglia
idilliaca di cui tutti si sentivano forti.

2) Nora, moglie e madre è una donna solida, intelligente e testarda che ha cresciuto cinque figli con piglio liberale. Deve fare un bilancio ed evitare che tutto si disgreghi sotto il carico dei rovinosi lasciti paterni.

3) Kitty è una conduttrice radiofonica che per via delle sue idee conservatrici ha un rapporto conflittuale con la madre.

4) Kevin, avvocato gay, ha problemi in affari di cuore.

5) Justin, il più giovane, è anche il più fragile con un problema di tossicodipendenza alle spalle. Vive una vita allo sbando per via del trauma emotivo provocatogli dall’aver partecipato alla guerra in Afghanistan.

I fratelli Walker sono tutti alla ricerca di un equilibrio e di una crescita interiore: essere finalmente accettati dai genitori come individui autonomi e nel contempo imparare ad accettare i propri genitori, con i loro difetti e le loro contraddizioni.

Questi fratelli stanno per scoprire che, sotto l’apparenza di famiglia idilliaca, si celano alcuni segreti (frecce) che minacciano di distruggere la loro famiglia (cerchio).

Glass&Glass

Nell’episodio del telefilm appare molto significativa la scena in cui la famiglia è riunita tranquillamente nel salotto di casa, in una comune giornata di metà settembre. L’atmosfera è rilassata e distesa, il padre sorseggia il suo drink da un bicchiere in vetro. Si rappresenta la classica famiglia americana unita e affiatata ma improvvisamente un evento sconvolgente e inaspettato irrompe in questo disteso clima familiare e stravolge gli equilibri consolidati. Alla televisione viene data l’improvvisa notizia del crollo delle Twin Towers di New York che ha provocato morte e distruzione scatenando il panico incontrollato. Di li a poco si scoprirà che si trattava di un attacco terroristico compiuto dal terrorismo islamico dirottando degli aerei passeggeri che si sono schiantati contro le torri della “Grande mela”.

Da questo momento in poi nulla sarà più come prima, le sicurezze e gli equilibri vengono irrimediabilmente compromessi. Il padre della famiglia, alla vista di quanto stava accadendo proprio in quegli istanti tramite le immagini trasmesse in diretta dai telegiornali, lascia cadere il bicchiere che teneva in mano, che si infrange sul pavimento andando in frantumi. Questo è proprio l’episodio centrale in questa sequenza: il bicchiere di vetro lasciato cadere che si frantuma sul pavimento sta a significare la perdita di tutte le sicurezze, lo smarrimento e la paura che invade le persone dopo quel terribile 11 settembre del 2001. Gli Stati Uniti si scoprono per la prima volta vulnerabili al loro interno, non sono più solo loro che conducono campagne di guerra in terre straniere e lontane migliaia di chilometri, per la prima volta il mirino del cecchino nemico è puntato sulla grande America e ha dimostrato di poter fare male. Le immagini di attacchi, di morte e distruzione che i cittadini americani erano abituati a vedere solo nei servizi dei telegiornali, adesso si materializzano davanti ai loro occhi, proprio nel cuore del loro paese. Tutto questo genera il panico, l’ansia, l’improvvisa sensazione di scoprirsi vulnerabili e in pericolo.

Questi elementi si ripercuotono anche al microlivello della tranquilla famiglia del telefilm e ci vengono trasmessi attraverso l’immagine del bicchiere che si infrange. Il bicchiere è un contenitore, un qualcosa che racchiude e protegge, nel momento in cui si frantuma tutti i suoi contenuti vengono dispersi. Quei contenuti sono proprio la sicurezza, la serenità di un intero popolo ed emergono tutte le ansie e le paure per un nemico tenuto sempre a distanza e mai considerato seriamente che adesso viene a cercarci proprio a casa nostra. Nel bicchiere di vetro che va in mille pezzi possiamo rivederci le Torri Gemelle fatte interamente di pareti di vetro che si sgretolano dopo lo schianto. I cocci del bicchiere che si disperdono sul pavimento del soggiorno sono le macerie dei grattacieli che vengono giù come giganti di argilla fra fumo, polvere e urla strazianti.

Il vetro è l’elemento centrale: sia il bicchiere che le grandi facciate delle Torri sono fatti di questo materiale, molto utilizzato per racchiudere, per proteggere qualcosa ma altrettanto fragile e delicato. Così come l’ostentata sicurezza degli Stati Uniti, andata in frantumi in quel “tranquillo” pomeriggio di metà Settembre…

Concludiamo il viaggio tra i livelli di analisi del telefilm indicando come fattore comune ai parallelismi a cui si è fatto riferimento la visione delle insicurezze che quotidianamente la società americana (e non solo) è costretta a vivere, società definita dai sociologi, in particolare U. Beck come società del rischio.

Il rischio narrato nel telefilm affiora in seguito alla caduta delle Torri Gemelle, a questo punto all’interno della famiglia Walker si intacca la filosofia della sicurezza valida fino ad allora, basata sulla fiducia ed è precisamente questa fiducia esistenziale ad essere dissolta e sostituita dalla sfiducia.

La percezione del rischio è quindi condizionata da valori, convinzioni, conoscenze pregresse ed esperienze (menzionate di sopra) che sostanzialmente si infrangono.

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