Il successo de “I Cesaroni”

di Francesco Baraccu [Gruppo The Others]

La serie “I Cesaroni” ha fatto registrare un successo tale da diventare un vero e proprio fenomeno nel panorama televisivo italiano. La seconda stagione, come del resto la prima, ha raggiunto livelli di ascolto notevoli tanto che sono già in programma le riprese della terza serie e si parla addirittura della realizzazione di un film sul grande schermo.

La fiction, ispirata al prodotto spagnolo Los Serranos, racconta le vicende di una famiglia allargata: lui, vedovo con tre figli maschi. Lei, divorziata, con due femmine. I due, già fidanzati ai tempi del liceo, si ritrovano per caso e danno vita a ad una convivenza un po’ turbolenta caratterizzata dai litigi tra i rispettivi figli ma non solo. Centrale nella storia è l’infatuazione reciproca tra i due fratellastri più grandi, Marco ed Eva, che dovranno far fronte alle resistenze della famiglia, contraria ad un’unione percepita come imbarazzante e inopportuna.

Il precorso narrativo segue una linea orizzontale, nel senso che ci sono diverse vicende che hanno un’evoluzione graduale nel corso delle varie puntate garantendo allo spettatore un effetto di continuità, anche se assistiamo a una serie di avvenimenti che si aprono e si chiudono all’interno dello stesso episodio.

Quali sono le caratteristiche che distinguono i Cesaroni da altre serie tv, e quali sono le ragioni che ne hanno determinato un successo così marcato?

Certamente si tratta di un prodotto studiato per intrattenere l’intera famiglia e dunque una larga fascia di pubblico, ma credo che il punto di forza di questa serie è quello di essere molto vicina al telespettatore creando in esso un senso di identificazione.

È una commedia brillante, ma oltre alle mille vicissitudini che vedono i vari Giulio, Cesare ed Ezio cacciarsi nei guai e battibeccare, insieme alle continue schermaglie con i vicini di casa Barilon, la serie offre un quadro assai vicino alla quotidianità di molti di noi. Viene rappresentata una realtà sempre più frequente, quella della cosiddetta famiglia allargata con tutti i problemi di convivenza che ne derivano. Le situazioni che si trovano ad affrontare i singoli personaggi (le paure e i sogni degli adolescenti, le difficoltà che si possono presentare in un rapporto tra marito e moglie o tra amici, gli ostacoli e la competizione a scuola o sul lavoro per citare alcuni esempi) sono sempre molto verosimili con una forte immedesimazione per lo spettatore.

Da questo punto di vista un aspetto fondamentale, a differenza di molti dei telefilm di ultima generazione, è che l’ambientazione è assolutamente popolare, senza dunque la rappresentazione di una realtà d’elite inarrivabile con l’ostentazione del lusso o forzature nelle dinamiche sociali e i protagonisti sono persone comuni che hanno comportamenti e stili di vita rappresentativi della società in cui viviamo.

2 Responses to “Il successo de “I Cesaroni””

  1. C’è sempre una domanda che mi pongo guardando queste serie. E’ vero che tendono a riprende temi tipici della quotidiantità? Si, ma è anche vero che si chiamano anche fiction, quindi è normale trovare comportamenti che rompono totalmente le cornici della realtà e vanno completamente oltre l’immaginario.
    Si incarnano alcuni stereotipi, che io persaonalmente, non riscontro tanto nella realtà, quanto in ogni fiction. In ogni famiglia della tv c’è sempre la cosidetta “pecora nera” , nel nostro caso è Rudy: per nulla bravo a scuola, sempre alle prese con l’ideare scherzi contro i suoi compagni, ma sopratutto contro la sorellastra sua coetanea, che puntualmente gli si rivertono contro. Un’altra cosa che si riscontra, è che i ragazzi sono sempre in difficotlà con lo studio, mentre le ragazze sono impecabili e con una media eccellente, nonostante si dedican, esattemente come gli altri, a mille altre attività. Ci tengo a dire che nella reltà è spesso cosi, ma si verificano anche casi contrari che nelle fiction non ho mai riscontrato.

  2. La penso esattamente come Martina. I temi ripresi dalla fiction sono sì temi che rimandano alla quotidianità, dunque adatti ad attirare l’attenzione di ampie fasce di spettatori, ma allo stesso tempo - come per qualsiasi programma televisivo - alcuni aspetti della realtà vengono esasperati proprio perchè il telespettatore non deve certo annoiarsi durante la visione. Se pensiamo al personaggio di Ezio, ci rendiamo conto che può essere un personaggio reale solo se “ridimensionato”. Ezio ha una propria attività, un’officina per la precisione. Se non ricordo male durante le puntate del telefilm mi sembra di che sia apparso solamente una volta sul posto di lavoro!! Tutte le mattine, tutti i pomeriggi lui sta in “Bottiglieria”. Rappresenta il tipico personaggio fuori dagli schemi, il simpaticone che nonostante l’età sembra non sia mai cresciuto. E’ sposato con Stefania, preside, donna “con i pantaloni” e soprattutto con i piedi per terra, totalmente diversa da lui. I due hanno un figlio, Walter, che - seguendo le orme del padre - ne combina di tutti i colori. In apparenza potrebbero rappresentare una famiglia qualunque, ma osservandoli bene si può notare che incarnano stereotipi tipici della fiction più che della vita reale.

Leave a Reply