di Roberta Riccio [Gruppo C.S.I - Cinque studentesse insospettabili]
A proposito della lezione che affrontava il tema dell’innovatività e della rottura degli schemi introdotta dalla diffusione dei fumetti, credo che i telefilm “Hercules” e “Xena: principessa guerriera” ne riprendano alcune caratteristiche, in particolar modo, quella che riguarda la narrazione del mito e la creazione di mostri all’interno dei prodotti mediali.
Infatti, i due protagonisti sono personaggi collocati in un contesto antico e lontano, che combina la storia alla mitologia e, all’interno del quale, a partire da un comportamento deviante, sono diventati i paladini e l’emblema di atti generosi e positivi: da una parte, Hercules, che per metà è una divinità, si ribella a Zeus, padre di tutti gli dei e dio di tutti gli uomini (al quale si deve assoluta obbedienza, anche quando le sue opere sono crudeli e incomprensibili) per aiutare la povera gente a sopravvivere ai soprusi e ai capricci delle divinità; dall’altra, Xena è temutissima anche dalle persone comuni, perchè ricordata e conosciuta per la sua estrema crudeltà nell’affrontare i conflitti (diciamo che le si addiceva il detto “Dove passa Attila non cresce più l’erba”), temperamento che , poi, nel corso del tempo mitiga grazie al dono di essere diventata madre e all’incontro con Olimpia, che diverrà la sua migliore amica e colei che risveglierà il suo animo buono.
Dunque, entrambi gli eroi da un comportamento riprovevole e controcorrente si trovano ad abbandonare il loro lato “mostruoso”, al fine di riportare la giustizia, la tranquillità e la pace sulla Terra.
Un altro aspetto che accomuna i due telefilm è il fatto che i due protagonisti sono sottoposti a delle sfide contro demoni, mostri, divinità malvagie, come per ricordare loro che il comportamento da loro tenuto è contro le regole e simbolo di sovversione e disobbedienza alla forza degli dei. Proprio per questo motivo, le divinità hanno pensato ad un modo molto efficace e atroce di punirli: quello di farli combattere contro se stessi, contro le persone che amano o proiettandoli nel passato, al fine di instabilizzarli e indurli nell’errore e nella riconversione alla potenza degli dei.
Alcuni esempi sono quelli che si verificano negli episodi in cui Hercules deve rinunciare alla donna che ama, perchè creata e alle dipendenze del dio Marte (divinità della guerra e una delle più malvagie e senza scrupoli); oppure l’episodio in cui il suo migliore amico Iolao, privato della sua anima da un demone del dio della morte, attenta alla vita di Hercules. La stessa cosa si può affermare per Xena nel caso in cui si trovi a dover proteggere Olimpia, che, spesso, è la vittima degli attacchi a lei rivolti, perchè rappresenta il punto debole dell’eroina, per via dell’affetto che prova verso di lei e per il significati che ricopre, avendole permesso di purificare il suo animo e la sua condotta.
Si può quindi dire che i due eroi si trovano ad affrontare gli spettri della propria anima, le proprie insicurezze e privazioni, venendo spesso posti a scegliere tra quello che hanno conquistato fino a questo momento, quello desiderano, quello di cui hanno paura e il loro passato, ovvero il ritornare ad essere dei mostri, cioè persone che vivono la loro vita in modo distaccato, soffocando i propri sentimenti, guardando alla realtà come fosse prossima all’apocalisse, in conseguenza del non ascolto della voce interiore e dell’incapacità di salvare se stessi e le persone vicine, ragione del loro radicale cambiamento.
Possiamo concludere, quindi, che i due protagonisti riescono a risuscitare dall’inferno disegnato dalle divinità e proprio perchè sono gli unici a sfidare quest’ultimi, entrambi appaiono coraggiosi, ammirevoli e lontani dalla massa, che non è capace di riscattarsi e di trovare una condizione migliore per la sua vita.
Per questo motivo, i due personaggi in questione possono essere denominati “eroi”, ovvero persone che sono state in grado di trovare un luogo e una motivazione alla loro esistenza, fornendo un significato alla loro identità, che si autocostruiscono in conseguenza a un mondo che gira in senso contrario rispetto alle loro priorità e valori.
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