di Giorgia Demartis [Gruppo The Others]
Cosa è successo nella tranquilla cittadina di Twin peaks, al confine tra canada e Stati Uniti? Chi ha ucciso Laura?L’ha uccisa una persona, una entità, o una entità impadronitasi di una persona? Questo dilemma angoscia tutti gli spettatori della serie trasmessa in Italia nel 1991, presto diventata un cult, un fenomeno di costume, molto più di una serie televisiva. Diretta dalla mano sapiente di David Lynch, uno dei maestri dell’onirico, del simbolismo e del misterioso applicato al cinema, la storia narra delle indagini sviluppatesi in seguito al ritrovamento del cadavere di Laura, figlia di Leland Palmer (tenete d’occhio questo personaggio).
Le indagini vengono svolte tra mille peripezie, dall’agente Cooper e dallo sceriffo della contea Henry Truman, fino ad arrivare attraverso vicende che si svolgono tra il reale e il surreale, tra la normalità e la follia, alla scoperta di un finale amaro, inaccettabile soprattutto per la “morale comune” Italiana. Non voglio svelare altri dettagli per permettere a tutti voi di immergervi nella profonda america, nelle sue paure, nei suoi miti e nelle sue contraddizioni. Attraverso simbologie ricorrenti (il semaforo rosso lampeggiante in caso di pericolo), la rivisitazione di miti (lo spirito della foresta) e le avventure in dimensioni parallele (la loggia nera), il telefilm (ci sembra riduttivo chiamarlo così, ma lo facciamo per catalogazione) incrocia le nostre paure e le nostre debolezze con quelle dei personaggi, non facendo neanche per un attimo calare la tensione e l’attenzione anche grazie a una colonna sonora sapiente, tra cui spicca la storica sigla di Angelo Badalamenti. E ricordate…..”I GUFI NON SONO QUELLO CHE SEMBRANO!”
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Adoro Twin Peaks e adoro David Lynch..Mulholland Drive è in assoluto il mio film preferito.
Twin Peaks, da un certo punto di vista, ha anticipato quelle che sono state le caratteristiche dei telefilm di nuova generazione, come l’ibridazione dei generi e le trame multiple, anche se in Twin Peaks i protagonisti principali erano ben definiti e gli altri personaggi facevano da contorno.
Il gioco di colori (con il verde e il rosso che ritornano) è spettacolare e la musica di Badalamenti aggiunge un tocco in più di suspence ad una serie già carica di tensione.
A quanto pare non sono l’unico ad adorare Twin Peaks.. non a caso sto riguardando ( per diletto) in questi giorni tutte le trenta puntate..una full immersion insomma!..in realtà mi manca il prequel della serie “Fuoco cammina con me” ma provvederò prontamente a scaricarlo..Credo tutti noi fossimo poco più che ragazzini quando la serie è stata trasmessa in Italia..impossibile dimenticarsi l’immagine di Laura avvolta nella plastica, i sogni di Cooper, Bob..La stessa sigla “Falling” ( cantata da Julee Cruise) con quel “ritocco” iniziale..che paura ai tempi..ma la curiosità di avere risposta alla domanda:”Chi ha ucciso Laura Palmer?” era tanta..Io intanto, (con occhio critico per possibili spunti interpretativi) continuo a “ripassarmi” la serie….Pf