di Manuela Muroni [Gruppo Groucho e le Charlie's Angels]
Pensando a ciò che è stato detto e scritto, ho pensato di scrivere su un aspetto narrativo di alcuni telefilm, dove ai dialoghi si aggiunge l’intrusione della voce over in prima persona, appartenente per cui a uno dei personaggi all’interno della serie.
I telefilm che ricordo utilizzare questo tipo di narrazione sono Sex and the city, Grey’s Anatomy, Desperate Housewives, Scrubs, Heroes, Veronica Mars
Nel primo è la dottoressa Meredith che narra come voce fuori campo sia alla fine che all’inizio della maggior parte degli eposidi; solitamente si tratta di sue riflessioni dal gusto “filosofico” che cercano di creare un forte impatto emotivo .
In scrubs è J.D, il giovane dottore che con la sua voce commenta le vicende che capitano non solo a lui ma anche alle persone presenti in ospedali, soprattutto ai suoi colleghi; ogni episodio di questa serie si conclude proprio con la sua voce che trae la morale racchiusa all’interno dello stesso.
In Desperate Housewives, sono le riflessioni di Mary Alice, amica della casalinghe che si è suicidata, ad essere la voce over dell’episodio; è lei che ci porta a comprendere la vita delle protagoniste, a scoprire i lori misteri e a porci delle domande facendo in modo che si creino ambiguità e mistero, elementi tipici del telefilm.
Nel telefilm Veronica Mars la voce assume un ruolo differente, all’interno della trama è necessario sentire quello che ci viene detto dalla voce per comprendere le sue mosse da investigatrice.
Per ciò che concerne Heroes invece, la voce è quella dello scienziato Mohinder, i discorsi sull’umanità e quelli introduttivi e conclusivi vengono fatti da lui, che paradossalmente è l’unico a non avere superpoteri ma che comunque resta legato a tutti i personaggi del telefilm.
Le voice over in genere, vengono usate per aggiungere qualcosa alla scena, su di me la voce fuori campo ha sempre un forte impatto, credo che spesso aiuti a riflettere e a un identificazione maggiore all’interno della trama. La voce infatti stabilisce un contatto con chi l’ascolta forte, riesce a creare un’empatia tra spettatore e narratore, che nel caso dei telefilm essendo un personaggio interno viene detto narratore diegetico e che corrisponde in letteratura all’Io narrante.
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Molto interessante da questo punto di vista è l’esempio di due telefilm: “OZ” e “Malcolm in the middle”. In entrambi abbiamo due narratori, che invece di parlarci attraverso una voce fuori campo, si rivolgono direttamente allo spettatore guardando la videocamera.
Nel primo dei due telefilm il personaggio è uno dei carcerati del carcere di massima sicurezza di OZ, interpretato da Harold Perrinau (che poi diventerà Michael in Lost).
Nel telefilm Malcolm, è appunto l’omonimo fratello minore della famiglia che si rivolge a noi spettatori commentando le evoluzioni della serie.
L’escamotage narrativo in cui il narratore parla direttamente ai telespettatori, commentando ciò che accade in un fermo immagine, viene utilizzato anche nella prima stagione di Sex and the City. Dalla seconda stagione in poi Carrie (la protagonista e l’io narrante di ogni apisodio) continua a commentare ciò che accade a lei e alle sue amiche, ma solamente come voce fuori campo.
Ma anche se viene abbandonato “lo sguardo in macchina” il telespettatore viene coinvolto direttamente dalla domanda che appare sullo schermo del pc di Carrie (in primo piano sul nostro schermo televisivo), l’incipit di ogni articolo che scrive per la sua rubrica giornalistica, Sex and the City.
è un aspetto molto interessante, soprattutto se consideriamo il fatto che hai già sottolineato, che il voice over aggiunge qualcosa alla narrazione: pensiamo a Desperate Housewives dove apparentemente (direi semanticamente) le introduzioni e le conclusioni di Mary Alice (che in quanto narratore defunto e onniscente offre un punto di vista assolutamente singolare) sono staccate da ciò che è raccontato nell’episodio; in realtà ogni commento è riferito in senso metaforico a ciò che accade, aggiungendo qualcosa alla narrazione, un significato più profondo che unisce tutte le vicende e tutti i protagonisti.