La famiglia Addams e le cornici

di Irene Bosu [Gruppo La setta dei poeti estinti]

Riflettendo sul tema delle cornici consolidate nella nostra società mi è venuto in mente un tema importante, come quello della famiglia. In particolare: “La Famiglia Addams”.

Questa variopinta e indimenticabile congrega di “mostri” è nata nel 1935 come strip di fumetti per opera di Charles Addams sulle pagine del “New Yorker”.

A metà degli anni 60 risale la trasposizione televisiva, andata in onda dal 1964 al 1966.

La famiglia Addams è composta da numerosi membri, l’uno più incredibile dell’altro e rappresenta un immaginario fantastico che va oltre le cornici prestabilite della nostra società, è come se sbeffeggiasse lo stereotipo della famiglia perfetta stile “Mulino Bianco”, è strana e anticonformista.

Gli Addams vivono in una tetra dimora vicino al cimitero, sono convinti di essere una tipica famiglia americana come tante altre, composta da padre, madre, due bambini, uno zio e una suocera. Ma basta gettare uno sguardo nel salone della casa, dove troneggia un gigantesco orso bianco imbalsamato, per renderci conto che il gusto e le abitudini della famiglia non sono per nulla comuni.

Il bianco e nero riesce a rendere bene l’atmosfera horror-comica che apparentemente sembra creata così, magari improvvisata, invece il tutto è stato ben studiato come i singoli personaggi: c’è Gomez il capofamiglia, con occhi spiritati e tendenze masochiste, follemente innamorato della moglie Morticia, alquanto cadaverica d’aspetto, impegnata a nutrire le sue piante carnivore.

Per non parlare del folle zio Fester, sempre occupato in eccentrici esperimenti, che può accendere una lampadina tenendola in bocca. E poi Lurch, il domestico, uguale a Frankestein, che si esprime a monosillabi.
I pargoli Pugsley e Mercoledi (Venerdi di secondo nome..), che giocano con bambole senza testa e trenini che esplodono in galleria, e la nonna, che sarà pure una strega, ma se non altro è molto più presentabile del cugino Itt, un ammasso di pelo farfugliante. Senza dimenticare la servizievole Mano, che sbuca sempre da una scatola.

Morticia si allontana dallo stereotipo della casalinga frustrata e inappagata, è ben contenta di prendersi cura del “giardino” (rappresentato da una serra mostruosa sommersa di nauseabondi fiori marci) in cui coltiva orchidee carnivore e si fa servire da un maggiordomo di cui è rimasta solo una mano.

È una mamma perfetta, adora i suoi due bambini. L ’unico problema è che li incita spesso a scannarsi con veleni ed accette.

È una moglie perfetta perché, nonostante sia carica di impegni domestici, si dedica amorevolmente al marito, instancabile amatore, che lei seduce quotidianamente parlandogli in francese.

La Famiglia Addams, vive in un immaginario costituito da satira e umorismo nero che si prende gioco di tutti i comportamenti “normali” dell’America di quei tempi. Emerge sempre un messaggio originale di ilare minaccia. Il loro è un sistema chiuso con le regole rovesciate in cui i vizi si ribaltano in virtù e viceversa.

Una delle componenti più incisive della serie è infatti proprio la reazione dei malcapitati che si trovavano ad avere a che fare con la follia della famiglia Addams; i quali invece, malgrado tutto, sembrano incarnare modelli sempre positivi e di salda moralità!

One Response to “La famiglia Addams e le cornici”

  1. In effetti La famiglia Addams è nata proprio come satira contro l’american way of life, contro il perbenismo di quegli anni..

    Mi sono piaciuti molto anche i remake cinematografici..

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