di Marco Marongiu [Gruppo Setta dei poeti estinti]
Anche io non posso fare a meno di manifestare il mio gradimento per Scrubs, telefilm divertentissimo e infatti l’unico che seguo con abbastanza regolarità. L’ironia e la comicità che esprime non cadono mai nella demenzialità che purtroppo caratterizza altri telefilm e film comici… ci sono esilaranti battute e situazioni assurde che suscitano sempre una sana risata. Tutto questo viene però sempre accompagnato da spunti di riflessione e lezioni di moralità mai banali che accompagnano ogni puntata del telefilm. Si trattano tematiche importanti e di stretta attualità che ci fanno pensare e riflettere, ma sempre accompagnate da uno spirito ironico e divertente, è così che andrebbe affrontata la vita anche nelle difficoltà e nelle malattie…
Il personaggio del Dott. Cox potrebbe essere considerato come il “primo Dottor House”: penso che incarni molte caratteristiche tipiche del medico zoppo come il cinismo e la graffiante ironia che non risparmia nessuno dei suoi colleghi (direttore dell’ospedale incluso). Ha difficoltà ha stringere relazioni con le persone per via del suo carattere schivo e scorbutico e ha una moglie con cui è in perenne conflitto. Sotto questa corteggia bruta nasconde però una sua sensibilità e in fondo si è affezionato ai suoi giovani colleghi, in particolare allo stralunato J.D che “maltratta” continuamente, facendolo però crescere e maturare.
Tutte le puntate ci vengono raccontate dalla voce narrante dello stesso J.D che può essere considerato come il protagonista del telefilm. Il giovane dottore stringe con noi telespettatori un filo diretto, facendoci conoscere immediatamente i suoi pensieri e i suoi stati d’animo proprio nel momento in cui li sta provando. Siamo noi, che lo osserviamo dall’altra parte dello schermo, che visualizziamo i suoi ricordi in quelle esilaranti scenette di quando era al college con il suo fido collega Turke, oppure siamo subito partecipi di tutte le sue fantasie, che ci appaiono sempre come brevi scenette al limite dell’assurdo. Questo stretto rapporto tra un personaggio e lo spettatore, che dà a quest’ultimo la possibilità di entrare nella sua testa e di condividerne pensieri e fantasie, è lo stesso che ritroviamo in Ally Mcbeal. Anche in questo caso le storie sono raccontate dalla protagonista e lo spettatore viene a conoscenza dei suoi pensieri e le sue fantasie attraverso la rappresentazione di “scenette” fantasiose.
Viene subito in mente il paragone tra Scrubs e E.R, di cui rappresenta la naturale parodia. All’interno dell’ospedale del” Sacro Cuore” ogni personaggio ha delle caratteristiche che lo rendono particolarmente comico ai nostri occhi. Anche i personaggi minori all’interno del tessuto narrativo sono, secondo me, molto efficaci e comici. Così abbiamo l’inserviente maniaco delle pulizie che si diverte ad ossessionare J.D e ad indispettirlo continuamente, e che custodisce un’improbabile collezione di scoiattoli di pezza nel suo appartamento che tratta come animali veri. E’ forse un uomo solo e frustrato, che non è riuscito a realizzarsi pienamente nella sua vita. Un altro personaggio minore che mi diverte particolarmente e il giovane anestesista di cui non ricordo il nome. Ha sempre una bandana in testa ed è ossessionato dalle donne, un potenziale maniaco sessuale che però va puntualmente “in bianco” con tutte quelle con cui ci prova. Il Direttore dell’ospedale, il Dott. Kelso, appare come cinico e senza scrupoli: sempre dispensatore di battute esilaranti e di commenti velenosi sui suoi dipendenti. La sua vittima preferita è il suo avvocato, un uomo senza spina dorsale che si fa fare di tutto dal direttore senza avere mai il coraggio di contraddirlo, coraggio che dimostra invece Cox, l’unico in grado di tener testa al Dott.Kelso. Non lesina commenti ironici neanche su se stesso e la sua famiglia: come quando fa battute sul figlio omosessuale o sulla moglie brutta e di cui non nutre più alcun appetito sessuale. Anche la centralinista nera del Sacro Cuore è un personaggio marginale ma ben caratterizzato: è la pettegola di turno sempre pronta a carpire pettegolezzi e indiscrezioni della vita privata dei vari protagonisti, che infatti si guardano bene dal raccontarle le loro storie.
Si può dunque affermare la genialità di Scrubs che forse avrebbe meritato palcoscenici televisivi più “importanti”…








