di Roberta Riccio [Gruppo C.S.I - Cinque studentesse insospettabili]
In una serie televisiva mai nessuno, prima d’ora, aveva riunito personaggi tanto particolari, fuori dal comune e che uscissero da un immaginario che ha sempre contrapposto le due classiche categorie dei buoni e dei cattivi. Possiamo, infatti, azzardare che nel telefilm in questione si attuasse una sintesi singolare tra le caratteristiche principali di questi due generi comportamentali: per l’aspetto e le strane abitudini (nel complesso piuttosto mostruose) i personaggi tendono ad essere associati alla malvagità, mentre, per la loro ospitalità, disinvoltura e affetto reciproco alla sfera del bene. Questo è ben dimostrato dalle loro principali caratteristiche, rigorosamente in stile dark:
- gli Addams vivono felicemente in un castello tetro con vista panoramica su un cimitero, al numero civico 000 di Cemetery Lane;
- a fare da padroni di casa c’è una coppia esemplare, costituita da Gomez e dalla moglie Morticia, convinti di essere a capo di una tipica famiglia yankee e caratterizzati da alcune abitudini stravaganti;
- tra i due, Gomez, spiritoso e sempre col sigaro in bocca, è spesso il rappresentante della famiglia che tiene i contatti con i cosiddetti “normali”, anche se lui stesso non è così normale da potersi vedere riconosciuto questo compito a tutti gli effetti, viste e considerate le attività che, sistematicamente, svolge nella sua abitazione, quali: sfruttare l’ampio spazio del salotto per giocare a scherma, possedere una vera e propria stanza delle torture in cui si reca per rilassarsi (rottura della cornice e dell’immaginario), appendersi per i piedi, legarsi ad una ruota e mettere la testa in una gogna;
- Morticia, invece, ha l’abitudine di vestirsi esclusivamente di nero, ha come hobby la realizzazione di maglioni di vario genere (a doppio collo con un braccio corto e uno da orango a tre braccia) da regalare ai parenti, la coltivazione delle rose (collezionandone i gambi e gettando via i boccioli) e delle piante carnivore all’interno del suo giardino d’inverno;
- I due coniugi, inoltre, hanno due figli pestiferi, che attentano alla loro compostezza: Mercoledì (che suona un po’ terrorizzante quanto per il senso comune le persone sono diffidenti a proposito del venerdì 17) è inseparabile dalle sue bambole decapitate, gioca all’impiccagione e all’avvelenamento insieme al fratello maggiore Pugsley, il quale, quando non gioca con la sorella, si diverte con la dinamite, alleva polipi da compagnia ed ha un leone come compagno di giochi.
Si aggiungono poi i bizzarri:
- nonna Ester, detta anche Mumy, la cui caratteristica principale è quella di cucinare intrugli fumosi e tartine a base di lucertola o tarantola;
- zio Fester, che passerebbe notti insonni se lo privassero del suo “comodo” letto di chiodi, che ama sparare alla schiena delle persone antipatiche e che , inoltre, è in grado di accendere una lampadina semplicemente tenendola in bocca;
- il cugino Itt, caratterizzato dall’avere il viso perennemente coperto da lunghi capelli;
- Lurch, il maggiordomo estremamente somigliante a Frankestein;
- mano/thing (classico caso di sfruttamento del lavoro “u-mano”) è caratterizzata dall’uscire da una scatola, è un indispensabile aiuto in casa per tutta la famiglia, ritira la posta e la consegna, prende il capello degli ospiti e lo rende, gioca a poker e a braccio di ferro.
Da quanto detto, appare chiaro che siamo in una situazione un pò sopra le righe e la normalità non è poi così di casa, ma nonostante questo i componenti della famiglia Addams sono molto ospitali, tanto da non negare mai una mezza giornata in loro compagnia. Tuttavia, coloro che si trovino privilegiati di questa opportunità potrebbero cambiare idea notando nel salone di casa un mastodontico orso bianco imbalsamato, l’acquario popolato da soli piraña, o soffermandosi sulle loro abitudini (tanto è vero che spesso fuggono terrorizzati dalla loro casa il prima possibile, ovvero appena gli Addams ritengano che la visita si sia protratta il tempo necessario, senza mai dare peso alla reazione dei loro spaventati ospiti).
La motivazione di questo possibile comportamento risiede nella logica stessa sulla quale si basa l’idea di questo telefilm: il prendere in giro il modo di vita composto e semi-standardizzato del popolo statunitense, mettendo sottosopra gli schemi piccolo borghesi della famiglia americana e lasciandoci intuire che, nella libertà e nella diversità di condurre la propria quotidianità, si può riscoprire un modo di vivere più consono al proprio essere.
La famiglia di Gomez e Morticia, infatti, vive davvero una vita felice, nel rispetto dei singoli membri e di quelle tradizioni che non soffocano il loro legame. I vicini o gli ospiti scappano perché credono che “l’horror” vige nella casa di questa strampalata famiglia, senza capire, invece, che “l’orrore” è nascosto nei loro stili di vita, nelle loro casette ben fatte e nella loro ostinazione a programmare un’esistenza noiosa. Al contrario, gli Addams sono creativi ed originali, persino quando lo zio Fester si diverte a fare esperimenti con i suoi ordigni nucleari o Gomez si lascia trascinare dal “tango” e, afferrando tra le braccia con passione l’amata Morticia, rincorre un fremito di liberazione, negato alla gerarchizzata società yankee degli anni sessanta. Inoltre, a dispetto degli altri, gli Addams vivono accanto ad un cimitero, perché hanno capito che “i morti non fanno paura” ed i vivi sono più pericolosi di quanto si possa immaginare, soprattutto se sono avvinghiati in uno status sociale sviluppatosi all’ombra di formalismi e ipocrisie.
In questo senso, “la famiglia dark” consente attraverso la propria diversità di accettarsi per quello che si è, perché ognuno, a suo modo, può essere più o meno stravagante a seconda delle esigenze che derivano dal proprio essere. La regola fondamentale è, dunque, vincere gli stereotipi e i pregiudizi coltivati verso di loro, ma, anche in senso più generale, dalla società americana nei confronti di coloro che affermano la propria personalità diversa e specifica. In altri termini, solo la promozione di un atteggiamento volto all’accettazione rappresenta l’unica forma di abbattimento dell’immaginario consolidato e della vecchia cornice nella quale la società borghese è abituata a vivere.
Infine, emerge anche un’altra caratteristica di questo telefilm che è quello di essere chiaramente ricordato per il contenuto, per i personaggi e per la particolare sigla (sia per quanto concerne la musica che per il celebre intercalare dello schioccare delle dita, che ne impongono un ritmo), tanto da poter affermare che l’industria culturale ha raggiunto, in questo caso concreto, la realizzazione di un immaginario, in funzione del quale si attivano diversi significati e ricordi, grazie ai quali il pubblico si rende affine e complice nella consumazione di questo specifico prodotto.
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Roberta,
non ho saputo resistere nel farti i
Complimenti!
Complimenti!
Complimenti!
Ho sempre adorato la Famiglia Addams perché sono un ammiratore del “macabro divertente”… In qualche commento avevo già parlato del genere dramedy (drammatico + commedia) e credo che La Famiglia Addams sia il capostipite di questo genere!
Interessanti le riflessioni!
Mi hai fatto venire la nostalgia di quella casa che racchiudeva un mondo capovolto! Un po’ una delusione i film (apparte il primo), ma sempre cmq affascinanti!
Veramente arguta l’osservazione della “u-mano”, del resto la mano è il primo strumento tecnologico della razza umana (non sono io a dirlo ma scoprirai presto chi…) ed infatti nella sitcom si occupava di tutte le faccende “tecnico manuali” della casa!
Chissà se riusciamo a discuterne ancora!
bene, bene, bellissimo post! non saprei aggiungere altro, se non che è significativo il fatto che Gomez stesso, spesso (scusate il gioco di parole), si stupisce de come i “normali” (per lui anormali), possano considerarli “strani”… come se si volesse completamente ribaltare la prospettiva di ciò che è comune e di cio’ che non lo è.
La Famiglia Addams vive la loro anormalità come normalità, e i comportamenti cosidetti normali dei vicini, sono per loro anormali…
Gomes si stupisce sempre del comportamento del vicino…
anche io ho adorato questa serie… Mercoledì era il mio personaggio preferito con la sua bambola senza testa a rappresentare Maria Antonietta, e a tentare di avvelenare il fratello senza mai riuscirsi…
Tutti hanno una peculiarità per essere diversi e vanno fieri dalla loro diversità!!