di Roberta Riccio [Gruppo C.S.I - Cinque studentesse insospettabili]
A proposito del discorso sull’emancipazione femminile, emerso nella discussione seguente alla visione dell’episodio pilota di Ally Mc Beal, mi sembra pertinente fare un parallelo ad altri due telefilm, incentrati, in particolar modo, sull’universo femminile: “Pepper Dennis” e “So Notorious”.
Il primo dei due citati ha per protagonista proprio Pepper Dennis, una donna bellissima e sensualissima, rappresentante lo stereotipo di donna dalla quale la maggior parte degli uomini si sentirebbe attratta: capelli lunghi biondi, occhi azzurri, labbra carnose e formosa nei punti giusti. Questa immagine farebbe pensare ad una modella, ad una attrice o ad una soubrette; in realtà, svolge una professione che ha a che fare, comunque, con le telecamere ma che mette, parzialmente, in secondo piano il suo essere donna: il giornalismo.
Da quanto detto, appare chiaro qual è il primo pregiudizio cui Pepper va incontro: l’essere una donna bellissima distrae da quanto lei potrebbe trovarsi a riferire, anche se dovesse trattarsi di un grave e triste fatto di cronaca. Dall’altra parte, tuttavia, viene confermata la tendenza di cui ci hanno parlato durante l’insegnamento di “Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico” (affrontato nel corso di studi della laurea triennale di Scienze della comunicazione), per cui hanno la possibilità di fare carriera nel mondo giornalistico soltanto delle professioniste che rispondano a determinati canoni di bellezza, escludendo, nella maggior parte dei casi, le meno “gradevoli”.
Questo è un secondo esempio di stereotipo e contemporaneamente di pregiudizio, poiché se fosse veramente così si precluderebbe la possibilità di trovare competenza e capacità in cambio di una bella presenza; nondimeno, il pregiudizio viene rafforzato dal sistema maschilista (diversità di valore e di ruolo tra uomo e donna), ancora fortemente dominante nonostante la parificazione dei sessi, per la quale le donne vengono ancora penalizzate nell’accedere al mondo del lavoro e nella possibilità di fare carriera.
Questo aspetto è confermato nella pratica dalla seconda difficoltà cui incorre Pepper Dennis: l’ambizione di diventare conduttrice del telegiornale in studio, piuttosto che continuare a svolgere il ruolo di inviata. Dalla seguente situazione, infatti, si deduce che la protagonista viene ulteriormente danneggiata e, in un certo senso, “schiavizzata” dalla logica maschilista: pur avendo tutte le capacità e le prerogative, continua ad inseguire questa promozione di carriera, venendo sempre trattata dal suo direttore con poca stima e fiducia (almeno fino a che il suo lavoro non si traduca in un vero e proprio scoop, che attribuisca prestigio alla redazione, momento in cui viene ripagata solamente con qualche complimento e con l’affidamento di una nuova “missione giornalistica”).
La sua difficoltà ad accedere alla conduzione del tg, per la quale combatte per tutta la serie, è resa maggiore dalla presenza di un suo affascinante collega che, entrato da poco a far parte della redazione, le ruba la possibilità di condurre il notiziario, ma, anche il cuore, conquistandola dal primo momento. In questo senso, Pepper si trova divisa, esattamente come Ally Mc Beal, tra amore e odio, tra vita lavorativa e vita privata, che cerca di tenere nettamente separate.
Da parte sua, l’uomo dei suoi sogni è folgorato dalla sua bellezza e personalità, ma, allo stesso tempo non rinuncia a “combatterla” per tutelare l’incarico affidatogli, pur aiutandola spesso nelle indagini e nel trovare degli scoop. Si deduce, quindi, che anche il personaggio maschile è dilaniato tra i suoi sentimenti, la sua ammirazione per Pepper e la voce della sua coscienza, che gli ricorda quanto sia stato ingiusto a sottrarle la possibilità di diventare conduttrice.
Un altro aspetto che emerge durante questa serie è la forte indipendenza e temperamento di Pepper rispetto alla sorella, che si trova a vivere con lei dopo un matrimonio finito male e insoddisfacente. Tra le due donne vi è un profondo legame ed affetto, ma, anche, una pronunciata differenza caratteriale, di stili e visioni della vita: Pepper è abituata a lottare in un mondo pieno di pregiudizi, stereotipi e diversità per effetto ed implicazione della sua professione, ma, anche, per il contesto nel quale si trova a difenderla (la redazione: sistema maschilista); la sorella, invece, è più affabile, assecondabile, maggiormente legata ai genitori, fragile, romantica e influenzabile dagli sbalzi di umore dell’ex marito, che lei spera ritorni quello di una volta.
Pepper non può permettersi di lasciarsi andare alle sue passioni e ai suoi sentimenti, anzi, deve difendersi dall’uomo che ama, perché quest’ultimo concorre al suo stesso posto di lavoro. Conseguentemente, si sente sola e non pienamente realizzata, rivelando, in questo frangente, la sua fragilità di donna.
Emerge, dunque, che l’emancipazione femminile, spesso deve essere difesa e confermata, tagliando fuori la sfera interiore, anche se difficile o apparentemente impossibile, esattamente come accade ad Ally Mc Beal e come, inevitabilmente, è implicato dal nome della protagonista di questo telefilm: Pepper = “pepe”, ovvero una donna da un forte temperamento, pungente, provocante, ambiziosa, indipendente e determinata nel conseguire i propri obiettivi.
Il telefilm “So Notorious”, invece, in un certo qual modo si contrappone all’esempio di Ally Mc Beal e di Pepper Dennis. La serie, infatti, ha per protagonista Tori Spelling (Donna di Beverly Hills), che si trova ad interpretare sé stessa in qualità di attrice e personaggio famoso. È, pertanto, l’emblema dell’emancipazione femminile, essendo diventata, appunto, “so notorious”, cioè “così nota”.
Tori racconta, perciò, i privilegi legati ad una posizione di questo tipo, facendo emergere quanto la vita di una star possa essere piacevole: denaro, ville, trattamenti di bellezza, abiti, gioielli, macchine, vacanze e così via. A pagare tutto questo è il lato privato e personale, non per quanto riguarda l’amore e l’amicizia (che, anzi, sono ben consolidati), ma per quanto concerne il rapporto con la madre: una donna snob, che si sente vamp e intoccabile, come fosse una diva, anche se è la figlia ad esserlo effettivamente e autorizzata a sentirsi tale.
La signora, infatti, rimprovera a Tori di non sfruttare appieno quel che può portarle la professione che svolge, in particolar modo, di non saper far aumentare i budget. Da parte sua Tori, invece, non vuole dimenticarsi del suo essere prima di tutto persona e di coloro ai quali vuole bene, rifiutando spesso incarichi troppo “full immersion”, che la possano sottrarre alla conduzione e al vivere il più possibile la sua esistenza.
In questa prospettiva, Tori non viene compresa dai propri colleghi di lavoro e da coloro che aspirano allo stesso successo che lei ha conseguito, rivelandosi affini a quanto sostiene la madre della protagonista.
Le sue “nobili“ e atipiche scelte, inoltre, talvolta, si spingono al limite, ponendo in forse la sua carriera e il suo futuro. Questo rappresenta, conseguentemente, un punto di svolta nell’affrontare la sua professione: cadendo preda di un conflitto interiore e sentendosi inadatta, la protagonista, trovando conforto nelle persone che le vogliono bene, ritrova la forza e la possibilità di recuperare e ripristinare le cose, riuscendo a salvare ciò che aveva conquistato, ovvero il suo lavoro e la sua popolarità.
In questo telefilm, dunque, abbiamo la rappresentazione di un’emancipazione ai massimi livelli e che rivela il suo lato oscuro: la produzione di insicurezza e voglia di una vita più semplice, per effetto della complicazioni che ne derivano dal gestirla. Tuttavia, in un momento di difficoltà, in cui si trova a decidere e confrontarsi con sé stessa, la protagonista non vuole rinunciare e, tantomeno, perdere questa prerogativa e questo status, cercando di riconquistarlo e trattenerlo. Questo atteggiamento potrebbe essere motivato, probabilmente, dalla necessità di confermare e difendere la propria realizzazione personale, ma anche, per riflesso, per l’educazione ricevuta dalla madre e per la concezione che quest’ultima ha e potrebbe costruirsi si di lei, cercando di arginare la possibilità di essere, nuovamente, poco apprezzata dalla medesima.
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non ho mai visto i telefilm di cui parli, ma è interessante il legame tra le protagoniste: quello tra Pepper (ed Ally McBeal) e Tori che definirei inversamente proporzionale; le prime infatti cercano a tutti i costi la realizzazione tramite il lavoro, e soprattutto nel caso di Ally, per superare le insicurezze che derivano dall’essere donna; in So notorius sembra esserci un processo inverso: ossia è la carriera stessa a generare una condizione di insicurezza e forse di insoddisfazione…?