di Lorenzo Mattana [Gruppo Iranigammi]
La lezione di oggi (31 Marzo 2008) e soprattutto il riferimento ai “diversi”, mi ha rimandato alla mente (e al mio immaginario!!!) una delle serie televisive che da sempre mi ha appassionato e interessato di più, ossia Star Trek. Forse il richiamo a questa famosissima saga fantascientifica può risultare un po’ anacronistico, non essendo di certo tra quelle più in auge ultimamente, ma credo che la relazione tra la discussione che si è sviluppata durante la lezione odierna e questa serie televisiva sia molto stretta. A mio parere, all’interno di questo serial il tema della “diversità” è affrontato in tutti i suoi aspetti. Innanzittutto, sembra essere presente una ricerca della “diversità” e la stessa frase di apertura di ogni puntata del telefilm è molto significativa in questo senso:

“Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione, diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima”
E’ chiaro che in questo caso la “diversità” è rappresentata dalle “altre forme di vita e di civiltà” con cui gli essere umani (che ovviamente rappresentano la “normalità”) entrano in contatto. Da sempre l’uomo, spinto dalla sua innata sete di curiosità e di conoscenza viene attratto da ciò che è ignoto, fino a quando non vi si trova davanti. Arrivato a quel punto, le reazioni possono essere molteplici e in questo serial credo si possa dire che vi siano contemplate tutte.
In primo luogo, nella saga emerge la tendenza da parte degli umani ad instaurare relazioni di tipo pacifico con le altre forme di vita, in modo tale da collaborare, migliorarsi e “arricchirsi” reciprocamente. Su questo punto è emblematico il fatto che già dalla prima serie (denominata “Serie classica”) fra i membri dell’equipaggio della mitica Enterprise compaia Spock, un extraterrestre proveniente dal pianeta Vulcano, che con le sue doti “analitiche” e la sua capacità di controllare le proprie emozioni anche nelle situazioni più convulse, risulta essere un elemento prezioso, perché colma le lacune degli umani, molto più emotivi ed istintivi. In questo senso, il “diverso” è considerato nei suoi risvolti positivi, come individuo da cui si può imparare.
Tuttavia, in Star Trek il “diverso” rappresenta spesso una minaccia. Nella prima serie il nemico numero uno sono i Klingon, un popolo aggressivo e militarista che poi diventerà alleato degli umani e della Federazione. Addirittura, in una delle ultime serie di Star Trek (The next Generation) un klingon diventerà membro dell’equipaggio dell’Enterprise. Nelle ultime serie i nemici più pericolosi sono, invece, i Borg, individui umanoidi provenienti da differenti razze, catturati e modificati attraverso impianti cibernetici che hanno potenziato le loro capacità fisiche e mentali, ma che hanno anche annullato la loro volontà individuale; essi
infatti sono guidati da una Regina Borg. Il loro unico scopo è quello di assimilare le altre specie dal punto di vista biologico e tecnologico, in modo tale da migliorare e perfezionare la propria razza.
Ma al di là dei casi limite in cui la “diversità” corrisponde al “bene” o al “male”, sono numerosi gli episodi in cui questo confine risulta essere molto sfumato e difficilmente individuabile. Nel corso delle sue esplorazione, l’equipaggio dell’Enterprise entra continuamente in contatto con altre razze e civiltà, e soprattutto con i loro costumi e usanze che dal punto di vista “umano” possono sembrare incomprensibili e biasimevoli, mentre per quella cultura rappresentano semplicemente la normalità. Ad esempio, in un episodio della serie più recente “Star Trek – Enterprise”, l’astronave ospita una coppia di una specie che utilizza un “terzo genere” per la riproduzione, il quale viene trattato come uno schiavo e tenuto nell’ignoranza, sebbene abbia alte potenzialità cognitive. Il capo ingegnere Tucker cerca di aiutare questo individuo, considerando ingiusto il trattamento riservatogli, provocando la reazione della coppia aliena che lascerà l’astronave irritata. L’ingegnere Tucker riceverà anche i rimproveri del Comandante Archer per la sua condotta. Eppure, in questo caso, Tucker ha agito semplicemente secondo coscienza, considerando ingiusto quel trattamento in base ai propri valori; è quindi evidente come il rapporto con la “diversità” sia spesso complicato e difficile da gestire.
A mio parere, data l’importanza che questo tema ricopre nel serial, Star Trek può essere considerato un vero e proprio serial sulla diversità.
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Sono allibito!
Non avevo ancora letto l’intero post ma CAVOLO mi hai quasi messo voglia di vedere StarTrek! Ammetto di essere completamente ignorante sul tema, ma mi ha sempre affascinato l’ambientazione fantascientifica. Quando lo vedevo da piccolo mi chiedevo come facessero tutte queste creature a capirsi e a parlare la stessa lingua, però mi rendo conto che StarTrek sembra raccontare semplicemente le differenze culturali dei diversi Paesi… un po’ più allargato come discorso ma il senso è quello.
Ma tu hai visto proprio tutti gli episodi?
Devo ammettere che si tratta di una riflessione ben argomenteta, complimenti!
In effetti, il messaggio di questo telefilm è un inno alla diversità e alla tolleranza… per la prima volta i cowboy (in questo caso dello spazio) vanno alla scoperta di nuovi mondi e non alla conquista!!!
Monica
Ciao Valerio…
Non ho visto tutti gli episodi, però ho visto numerosi episodi di ogni serie e quasi tutti i film che sono usciti (tra l’altro il primo aprile su Raidue è andato in onda uno dei film tratto dalla saga “Star Trek - La Nemesi”), perciò credo di avere in mente un quadro generale abbastanza chiaro sull’”Universo” Star Trek. E’ senz’altro un serial “impregnato” di “diversità” e credo che, insieme agli aspetti legati alla scienza ed alla tecnologia, questo sia il fattore che così tanto fascino esercita fra gli appassionati…ti consiglio di guardarlo!!!
Ciao Monica…
In effetti, in questo caso i “cow-boy” non vanno alla concquista di nuovi mondi. L’umanità e la Terra sono parte di una “Federazione di Pianeti”, che cerca il contatto con altre civiltà per scopi pacifici. Nella serie c’è una rappresentazione dell’umanità evoluta, che in parte si è lasciata alle spalle alcuni dei propri principali difetti: ad esempio, si parla di una Terra completamente pacificata, dove in conflitti interni non esistono più. Insomma, un telefilm che, da questo punto di vista, sembra essere ben augurante per il futuro, speriamo bene!!