Visto che al momento dell’apertura di questo blog la stagione numero 3 di Desperate Housewives si trovava già ad uno stadio avanzato (ieri sono andate in onda le puntate 3×17 e 3×18) è bene riepilogare le maggiori linee di sviluppo della narrazione.
“Ogni temporale porta con sé la speranza che in qualche modo la mattina dopo tutto sarà stato ripulito e che perfino le macchie più resistenti saranno sparite, come il dubbio sulla sua innocenza, o le conseguenze del suo errore. Come le cicatrici del suo tradimento o il ricordo di un suo bacio. Perciò aspettiamo che il temporale passi sperando per il meglio, anche se sappiamo in fondo al nostro cuore che alcune macchie sono così indelebili, che niente può cancellarle”
Con queste parole si chiude la puntata pilota della terza serie di Desperate Housewives. Come al solito a congedarci è la defunta Mary Alice, protagonista del mistero principale della prima stagione (perché Mary Alice si è suicidata?), e che da allora ci conduce tra i tanti segreti delle sue amiche casalinghe disperate.
È la prima puntata, intitolata “Listen to the Rain on the Roof”, trasmessa in Italia con il titolo “Pioggia”, ad introdurre tutte le storylines che verranno sviluppate nel corso delle successive, per essere poi presumibilmente risolte nel season finale.
“Ecco a cosa servono le giornate piovose, a dare una bella ripulita a tutto. Il che era necessario in una strada come Wisteria Lane, dove tutto può diventare così sporco”
L’apparente pulizia che porta l’acqua piovana è una azzeccata metafora della vita a Fairview, in cui proprio l’apparenza è protagonista. A Wistieria Lane, come ci ha insegnato Bree Van De Kamp, tutto deve sembrare perfetto. Che importa se non si è felici? Ciò che conta è che gli altri lo pensino. È possibile che fingere che i problemi non esistano aiuti a spazzarli via. Così Bree decide di credere al suo nuovo marito Orson, accusato di aver ucciso la moglie scomparsa, anche quando questa farà ritorno ma un nuovo dubbio verrà insinuato su di lui: l’uccisione di Monique, hostess francese di cui ammetterà di esser stato innamorato.
Lynette Scavo vorrebbe invece profondamente che la pioggia cancellasse gli errori del passato di suo marito, per non dover sopportare Nora, invadente madre della figlia illegittima di Tom nata da una relazione precedente al matrimonio. Combattuta tra l’amore per Tom, l’affetto per la bambina e i tentativi di accoglierla nella famiglia, e il disagio per la presenza dell’ex amante del marito, si ritroverà a doversi occupare di lei dopo la morte di Nora (puntata 3×7 Bang).
Intanto Mike Delfino, investito da un pirata della strada (che si scoprirà essere Orson), e dopo un coma di sei mesi, si ritrova ad aver perso la memoria di qualunque cosa sia successa negli ultimi due anni, storia con Susan compresa. Suo malgrado scoprirà di essere coinvolto nell’omicidio di Monique, sebbene non ricordi niente. Susan, abbandonata dal suo uomo, si innamora di Liam, conosciuto in ospedale durante le visite a Mike.
L’ultima macchia a dover essere cancellata è l’indelebile causa del divorzio tra Carlos e Gabrielle: il tradimento di lui con la cameriera, come se non bastasse madre in affitto del loro futuro figlio. Il divorzio dei due si farà sempre più burrascoso, con il ritorno a casa di Carlos prima, le lotte per gli alimenti e i presunti amanti di Gabrielle poi. Tra i pochi momenti che vedrà avvicinarsi i due la “perdita” del bambino a causa di un errore durante l’inseminazione (3×2 It Takes Two) , e la tragedia al supermercato che metterà in pericolo la vita di Lynette e July (3×7 Bang). Vivido in lei sarà sempre il tradimento dell’uomo che nonostante il rancore continua ad amare.
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Quanta pioggia ci vorrà per ripulire Wistieria Lane?
Ogni volta che guarda un ep di DesperateHousewives mi viene in mente The SIMS 2 e il quartiere Bellavista (MAXIS) con le case stile inglese e i giardini sempre curati ma con dei segreti dietro la porta d’ingresso (la vita degli avatar!). Del resto anche gli avatar di The Sims 2 possono avere multirelazioni con altri sims e lottano per conservarle. E la bravura di un SIMS (quindi del giocatore) sta proprio nel cercare di gestire una narrazione perfetta ed equilibrata lottando disperatamente di mantenere alto l’umore di ogni SIMS con un’espressione rilassata e felice. Il giocatore stesso pensa: ” Cosa bisogna fare per tenere pulita la città come Bellavista dove niente deve sporcarsi? “
In particolar modo il personaggio di Bree è proprio un avatar… non importa quello che prova, i problemi della sua famiglia, la figlia diciasettenne in cinta… ciò che conta è quello che si vede, la sua “facciata”. Anche i freddi e asettici lineamenti del suo viso ci ricordano una bambola di porcellana, senza una vita al di là di quello che vediamo, che lei vuole far vedere agli altri. Nemmeno le sue amiche conoscono alcuni dei suoi segreti. Certamente noi la vediamo da una prospettiva privilegiata (quella della defunta e onnisciente narratrice)i, ma in un certo senso rappresenta anche un personaggio di un telefilm, la cui vita ci è ignota dal momento in cui cala il sipario, o meglio partono i titoli di coda…